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Archives for Senza categoria

Riduzione bollette luce e gas, di che cosa si tratta

Forse hai sentito nominare la possibilità di usufruire di una riduzione sulle bollette di luce e gas, ma tra l’incredulità e lo stupore, ti stai chiedendo quale sarà l’entità di tale riduzione, cosa riguarderà.

Per capire meglio come questa riduzione di potrà riguardare qui troverai tutte le informazioni in merito al calo delle tariffe.

Riduzione bollette luce e gas, da quando partirà

In particolare, è stato annunciato che la riduzione delle bollette luce e gas è entrata in vigore dal 1° aprile.

Questo provvedimento è stato deciso dall’Autorità dell’energia Arera, e riguarda le famiglie in modo generale per il secondo trimestre del 2019.

Si tratterà, a livello ovviamente generalizzato, di un calo nelle tariffe dell’elettricità, che sarà pari al -8,5%, e nelle tariffe del metano, che sarà pari al -9,9%.

L’applicazione di queste riduzioni avverrà per i consumatori che abbiano contratti tutelati, quindi non per coloro che abbiano già effettuato il passaggio al mercato libero.

Inoltre, per l’elettricità ci si riferisce a coloro che abbiano un contatore domestico classico da 3 chilowatt.

Le ragioni della riduzione delle bollette luce e gas sono legate soprattutto al calo dei prezzi delle diverse materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia.

Riduzione bollette luce e gas nel dettaglio

Nel dettaglio, la riduzione delle bollette luce e gas sarà la seguente:

– Luce

L’energia elettrica ha visto un calo dei prezzi per i l’approvvigionamento dell’elettricità, che è stato in parte compensato da un rincaro degli oneri generali.

Quindi, si è raggiunto il livello del meno 8,5% in totale grazie alla compensazione.

La riduzione dei prezzi per la materia prima elettrica è stata determinata soprattutto dal ripiegamento di quelle che sono le quotazioni internazionali dell’energia.

È stato ridotto il prezzo del metano utilizzato dalle centrali termoelettriche, che, quindi, ha consentito anche di ridurre il costo della materia energia.

– Metano

Anche per il metano si è vista una riduzione della spesa per la materia prima. Questa riduzione si lega alle quotazioni stagionali che sono previste nei mercati all’ingrosso, e che saranno presenti in tali segmenti di mercato nel prossimo trimestre.

Anche in questo caso si è vista una compensazione rispetto agli oneri generali e ad altri tipi di componenti che sono connesse al trasporto dell’energia e alla gestione del contatore.

Riduzione bollette luce e gas e il risparmio per le famiglie

Grazie alla riduzione delle bollette luce e gas le famiglie potranno notare un risparmio rilevante.

A livello generale, le famiglie arriveranno a spendere per le bollette della luce, tra il 1° luglio e il 30 giugno 2019, circa 565 euro.

Per quanto riguarda il gas, invece, sempre nello stesso periodo, si arriverà a pagare circa 1.157 euro.

A questo punto, potresti chiederti quale sarà l’entità effettiva del risparmio che potrai notare nel periodo di riferimento per le tue bollette di luce e gas.

Si stima che il risparmio, su base annua, per la bolletta della luce potrà essere pari a 50 euro, mente potrà essere, sempre su base annua, di 118 euro per il gas.

Quindi, facendo un calcolo complessivo, una famiglia media potrà arrivare a risparmiare in un anno sulle bollette circa 168 euro.

Queste riduzioni sulle bollette di luce e gas costituiscono un vero e proprio record, poiché vanno a superare anche le riduzioni dell’aprile 2018, quando si vide una limitazione dei costi per la luce pari all’8%.

Se, quindi, i tuoi contratti rientreranno nelle categorie indicate, e avrai la possibilità di usufruire delle riduzioni previste, potrai mettere da parte più di 150 euro in un anno che, fino a pochi mesi fa, avresti tranquillamente speso per pagare le bollette delle tue utenze domestiche.

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Multa Sky Calcio, cosa succede e come comportarsi

Gli abbonati forse sapranno già della multa Sky Calcio che è stata notificata nei confronti del colosso della Pay Tv, ma per chi non lo sapesse, ai consumatori spetterà un indennizzo per il comportamento del gestore, e qui vi spieghiamo perché e come comportarsi.

MULTA SKY CALCIO, CHE COS’È SUCCESSO

La Multa Sky Calcio alla quale si fa riferimento riguarda una sanzione che è stata comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Sky Italia.

Si tratta di un provvedimento che costerà al colosso della televisione 7 milioni di euro.

Questo perché, secondo il parere dell’Antitrust, gli abbonati del pacchetto Sky Calcio, che avevano avuto la possibilità di visualizzare tutte le partite del campionato fino alla stagione 2018/2019, non avrebbero più avuto accesso a questa possibilità.

Nella stagione attuale, infatti, gli abbonati avrebbero visto una riduzione della disponibilità, arrivando a poter visualizzare solo 7 partite su 10 per ogni giornata.

Sky, in particolare, nella stagione che è ancora in corso si sta occupando di trasmettere 7 partite della serie A in modo esclusivo.

Si tratta di due anticipi per la giornata di sabato, di tre partite per la domenica e di un posticipo per il lunedì.

All’appello mancano tre partite, cioè quella del sabato alle 20.30, quella delle 12,30 della domenica e una partita delle 15, sempre la domenica.

Questi match sono stati assegnati alla Perform, che si occupa di trasmettere le partite della serie A sul canale Dazn.

Si parlerebbe, quindi, di una multa a Sky Calcio anche perché, al momento della sottoscrizione del contratto, i consumatori non avevano a disposizione tutte le informazioni per capire che la gestione del pacchetto sarebbe stata realizzata in questo modo.

I MOTIVI DELLA MULTA SKY CALCIO

I motivi tecnici e legali della multa a Sky Calcio si ritroverebbero anche nel disservizio che i consumatori hanno dovuto subire.

Innanzitutto, perché a livello qualitativo, il servizio offerto da Dazn non sarebbe parificabile a quello di Sky, e molti utenti si sarebbero, quindi, lamentati di questo problema.

Allo stesso modo, per l’utente il comportamento di Sky si potrebbe tradurre in una vera e propria modifica unilaterale del contratto, senza poter prevedere un vero e proprio diritto di recesso da parte del consumatore.

Un ulteriore punto controverso, che avrebbe portato le associazioni di categoria anche ad una seconda denuncia all’Antitrust, riguarderebbe il diritto applicabile.

Infatti, in una clausola si indica come il diritto applicabile a questa controversia sarebbe quello tedesco, un elemento non chiaro e in grado di confondere ulteriormente il consumatore.

Infine, esiste una ulteriore clausola, nella quale Dazn si rifiuterebbe di aderire alle procedure di conciliazione o arbitrato, che nel nostro Paese sono ormai la norma da qualche anno. Dazn, avrebbe indicato ai consumatori di voler risolvere le richieste direttamente.

CHE COSA FARE DOPO LA MULTA A SKY CALCIO

Se siete tra i consumatori che sono stati colpiti dal problema che è stato risolto, almeno per il momento, con la multa a Sky calcio, sappiate che è vostro diritto rivolgervi alle associazioni di consumatori.

Potrete denunciare i vostri disservizi, e potrete richiedere di entrare a far parte del gruppo che si interesserà alle future cause legali che potranno essere intraprese per tutelare i consumatori.

In questo modo saprete anche se vi spetterà un indennizzo per il fatto di aver sottoscritto un abbonamento che, di per sé, non è stato completamente onorato, e anche quale potrebbe essere l’entità del rimborso.

In ogni caso, non rimanete con le mani in mano, e adoperatevi il più possibile per far valere i vostri diritti, dopo aver pagato per un abbonamento diverso da quello reale.

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Bollette non pagate, che cosa può accadere ai morosi

Le bollette non pagate sono una delle evenienze più frequenti, e anche una persona che abbia sempre onorato i propri debiti potrebbe trovarsi, ad un certo punto, a non avere la possibilità di pagare una bolletta del gas o dell’acqua.

In generale, si pensa che per le bollette non pagate il primo tipo di provvedimento che verrà emesso sarà l’interruzione immediata del servizio, ma questo tipo di intervento avverrà solamente dopo un periodo piuttosto lungo, che ti darà il tempo di rimediare alla tua mancanza.

Bollette non pagate, come funzionano le scadenze

Nel momento in cui riceverai la tua bolletta troverai anche l’indicazione della scadenzaper la fattura stessa.

Già pagando la tua bolletta dopo il periodo di scadenza vedrai delle differenze nel costo iniziale, in quanto per tutti i giorni trascorsi dal momento in cui vi sia stata la scadenza si applicheranno degli interessi che dovrai corrispondere al fornitore.

Successivamente, potrebbe verificarsi un ulteriore scenario.

Infatti, potresti non aver pagato la bolletta precedente e potresti già ricevere quella successiva. In questo caso, oltre, alla bolletta successiva, riceverai un avviso bonario, nel quale verrai avvisato in merito alla necessità di saldare la fattura precedente.

L’avviso bonario ti potrà essere recapitato sia insieme alla nuova bolletta, sia in una busta a parte, e anche in questo caso leggerai la scadenza entro la quale saldare il tuo debito.

Nel caso in cui tu dovessi ignorare anche l’avviso bonario, riceverai una successiva raccomandata nella quale sarà presente una diffida di pagamento.

All’interno della raccomandata vedrai come il fornitore del servizio ti indicherà che, non pagando quanto dovuto, vedrai staccata la tua utenza di riferimento.

Quindi, come avrai potuto capire, la luce, il gas o l’acqua verranno interrotti solamente nel caso in cui tu, per mesi, dovessi ignorare gli avvisi provenienti dall’azienda che ti abbia fornito il servizio.

BOLLETTE NON PAGATE, COME AVVIENE IL DISTACCO DEL SERVIZIO

Per le bollette non pagate, quindi, esiste una precisa procedura, che viene attivata dall’azienda erogatrice.

Anche per il distacco del servizio non si agirà in modo netto ed immediato, sempre allo scopo di consentire alla persona di intervenire magari saldando il proprio debito.

In particolare, dopo il mancato pagamento continuativo delle tue fatture, potrai vedere una riduzione graduale della potenza erogata per le tue forniture.

Questo avviene in modo particolare per l’energia elettrica, che sarà meno potente, e potrebbe, ad esempio, non consentirti di utilizzare i grandi elettrodomestici.

Il distacco dal servizio in modo totale avverrà solamente dopo un periodo di 10-20 giorni in totale, a seconda della politica applicata dalla singola azienda che fornisce il tipo di servizio.

Per poter riattivare il tuo servizio nel momento in cui sia avvenuto il distacco del servizio dovrai impegnarti a saldare il debito con il tuo fornitore, e dovrai anche comunicare il fatto di aver provveduto direttamente al tuo fornitore.

E nel caso in cui neppure dopo il distacco definitivo tu dovessi occuparti di pagare il tuo debito, si farà trascorrere un mese, dopo il quale il tuo contratto sarà annullato.

In questi casi, per poter ottenere nuovamente la tua fornitura rispetto alle bollette non pagate, dovrai stipulare un nuovo contratto.

BOLLETTE NON PAGATE E IL REGISTRO DEI CATTIVI PAGATORI

Un altro tipo di problema che potrebbe verificarsi è costituito dall’inserimento nelregistro dei cattivi pagatori dopo le bollette non pagate.

L’iscrizione nel registro arriva già nel momento in cui tu abbia pagato in ritardo due bollette nell’arco di un anno, questo a meno che non vi siano state delle procedure di contestazione.

Nel momento in cui tu sarai iscritto nel registro dei cattivi pagatori, un’azienda potrà rifiutarsi di stipulare un nuovo contratto con te.

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Truffa assegni su WhatsApp, come difendersi e cosa fare

Forse non ne avrai ancora sentito parlare, ma è stata messa in atto una nuova truffa, in particolare, quella che si potrebbe definire la “truffa degli assegni su WhatsApp”.

In particolare, un consumatore ha segnalato una comunicazione con la quale i soggetti verrebbero invitati ad incassare un assegno mediante una foto ricevuta su WhatsApp.

In merito è stata emessa una sentenza da parte dell’Arbitro bancario, e per capire come si sia dipanata la vicenda sarà necessario cominciare dall’inizio. 

TRUFFA ASSEGNI SU WHATSAPP, CHE COSA È SUCCESSO

In particolare, per la truffa degli assegni su WhatsApp è stato colpito un consumatore.

Si era partiti da un venditore di auto, il quale aveva pubblicato su internet un annuncio in modo da attirare il potenziale cliente.

Tra il cliente e il venditore si sono instaurate delle trattative, soprattutto via telefono, e ad un certo punto il venditore avrebbe richiesto al consumatore di mandare una foto di un assegno compilato per indicare la sua effettiva volontà di concludere l’affare.

Ingenuamente, il cliente si è occupato di inviare la foto, pensando che comunque il venditore non avrebbe avuto la possibilità di incassare nulla.

In realtà, il venditore di automobili stampando l’assegno sarebbe stato in grado di incassarlo regolarmente.

La vittima della truffa degli assegni su WhatsApp, a questo punto, si è rivolta all’associazione dei consumatori e alle forze dell’ordine. I carabinieri e i consulenti sarebbero rimasti stupiti dalla possibilità di ottenere dei contanti da una banca con un assegno stampato e ricavato da una fotografia di WhatsApp.

Questo soprattutto perché le banche, già a partire dal 2010, avrebbero dovuto mettere in pratica tutta una serie di interventi volti ad evitare le falsificazioni.

Ad esempio, la carta degli assegni dovrebbe essere filigranata, dovrebbe non essere fluorescente e dovrebbe avere altri elementi atti a consentire un controllo contro le falsificazioni.

Infine, sarebbe necessario un controllo in merito alla validità dell’assegno da parte dell’impiegato allo sportello, il quale dovrebbe comunicare i dati dell’assegno alla banca emittente, in modo da valutare l’effettiva emissione del titolo da parte di questa.

Proprio per questo motivo, l’Unione consumatori ha pensato che una delle responsabilità si trovasse proprio presso l’impiegato di banca, un soggetto compiacente che avrebbe aiutato il venditore di automobili a farla franca e ad incassare un assegno oggettivamente falso. 

TRUFFA DEGLI ASSEGNI SU WHATSAPP, IL RICORSO ALL’ARBITRO BANCARIO

Proprio per questo motivo, il consumatore è stato diretto verso l’Arbitro bancario, quello che è il soggetto che si occupa di controversie di questo tipo, abbreviandone le tempistiche ed evitando di aprire un vero e proprio processo.

L’Arbitro bancario ha avuto la possibilità di esaminare il caso, ed ha dedotto come la responsabilità per la truffa degli assegni via WhatsApp fosse anche della banca, che non avrebbe bloccato l’incasso di un titolo palesemente falso.

Proprio per questo, l’Arbitro ha stabilito il diritto del consumatore di ottenere un rimborso pari al 100% della somma. 

TRUFFA ASSEGNI SU WHATSAPP, COME COMPORTARSI

Come avrai potuto capire, la truffa degli assegni su WhatsApp ha visto una concomitanza di fattori: l’ingenuità del cliente, l’intento truffaldino del venditore e, probabilmente, una collaborazione da parte di un impiegato di banca.

Proprio per evitare di trovarti in situazioni simili, il consiglio che diamo a tutti i consumatori è quello di evitare di mettersi in una situazione del genere.

Non bisognerebbe mai inviare immagini di questo tipo né via WhatsApp, né via email, e nel caso in cui vengano richiesti certi tipi di dati per la conferma di un acquisto, bisognerebbe incontrare di persona il venditore.

Se al diniego verso il venditore questo dovesse scomparire, sapreste di aver evitato di cadere in una palese truffa.

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Contestare l’estratto conto, come e quando è possibile

Poter contestare un estratto conto può essere utile in tante situazioni, ad esempio nel momento in cui si siano notate delle irregolarità in merito alla gestione del proprio conto corrente.

Se anche tu ti stai chiedendo se sia possibile, nella tua situazione, contestare l’estratto conto della tua banca, qui potrai trovare tutte le informazioni necessarie al fine di proteggerti dagli errori, ed eventualmente ottenere indietro il denaro che sia stato sottratto.

CHE COS’È LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO

La contestazione dell’estratto conto è una procedura che consente una protezione a quegli utenti che abbiano riscontrato delle anomalie nel proprio estratto conto bancario.

Ad esempio, potresti esserti accorto della presenza di movimenti anomali, come transazioni addebitate più volte, importi errati, e così via.

Nel caso in cui ti dovessi trovarti in questa situazione, non disperare, perché esistono sempre dei metodi per evitare di dover subire un’ingiustizia.

COME CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO

Se ti sei accorto della presenza di inesattezze nel tuo estratto conto, potrai occuparti di contestarne il contenuto.

Per farlo dovrai procedere ad eseguire la contestazione entro 60 giorni dalla data di ricezione del tuo estratto conto.

Infatti, il documento viene considerato approvato nel caso in cui esso non venga contestato entro il termine.

Esistono, però, dei termini più ampi, che arrivano a sei mesi dalla ricezione del documento, e che comprendono:

  • Gli errori di scritturazione
  • Gli errori di calcolo
  • Le omissioni
  • Le duplicazioni

Inoltre, nel caso in cui vi siano errori sostanziali, come accade, ad esempio, nel caso in cui vi sia stata un’errata applicazione degli interessi, oppure un addebito di spese non dovute per il tuo contratto di conto corrente, avrai tempo addirittura per dieci anni per la contestazione dell’estratto conto.

Per contestare l’estratto conto dovrai:

  • Scrivere, entro il termine prescritto, alla tua banca (che dovrà risponderti entro trenta giorni)
  • Ricorrere eventualmente all’arbitrato bancario, nel caso di mancata risposta, oppure di risposta negativa
  • Ricorrere, dopo l’arbitrato, al giudice ordinario

COME CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO: LA COMUNICAZIONE SCRITTA

Per contestare l’estratto conto potrai utilizzare, come ti abbiamo indicato, una comunicazione scritta.

La lettera di contestazione dovrà essere inviata alla tua banca nei tempi previsti con la forma della raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nella busta che spedirai dovrai anche aggiungere una fotocopia dell’estratto conto contestato e degli altri documenti che possano aiutarti a provare l’errore.

Se, ad esempio, contesti l’addebito di una carta di credito, dovrai inviare anche una copia dello scontrino con il quale potrai provare la transazione che avrai effettuato.

La banca dovrà risponderti necessariamente entro 30 giorni per iscritto. Le risposte potranno essere di due tipi:

  • Risposta positiva: la banca riconosce l’errore e ti riaccredita le somme
  • Risposta negativa o mancata risposta: potrai ricorrere contro la decisione della banca

Si prevede, inoltre, come le contestazioni che potrai inviare dovranno essere specifiche, cioè riguardare una transazione particolare, e non essere genericamente riferite, ad esempio, al saldo.

CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO CON L’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO

Potrai ricorrere, nel caso di risposta negativa oppure di mancata risposta, all’arbitro bancario finanziario, un organismo indipendente ed imparziale.

Per fare ricorso all’arbitro dovrai

  • Compilare l’apposito modulo che potrai anche richiedere alla tua banca
  • Versare il contributo spese alla Banca d’Italia con bonifico bancario, contanti oppure bollettino

Nel momento in cui avrai presentato il tuo ricorso dovrai anche presentarne una copia alla tua banca.

E da qui entro 45 giorni la banca dovrà inviare alla segreteria dell’arbitro delle controdeduzioni. Si aprirà un’istruttoria ed entro il termine di 60 giorni da quando l’arbitro avrà ricevuto le documentazioni dovrà pronunciarsi.

Se il ricorso sarà accolto si obbligherà la banca ad adempiere, indicando anche i termini, altrimenti avrai la possibilità, a questo punto, di ricorrere direttamente al giudice ordinario.

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Bolletta gas e foto contatore via WhatsApp quando fidarsi

Hai sentito nominare diversi tipi di truffe, che “corrono” sia sul web sia attraverso l’utilizzo di app e dispositivi mobili.

Sembra che negli ultimi tempi le truffe si stiano diffondendo sempre di più, arrivando anche all’utilizzo di metodi subdoli, come i sistemi di messaggistica istantanea

Se hai un contatore del gas questo articolo potrebbe davvero interessarti, perché devi sapere come difenderti nel caso in cui dovesse arrivarti qualche strana richiesta.

BOLLETTA GAS E FOTO CONTATORE VIA WHATSAPP 

In particolare, ad alcuni utenti è arrivata la richiesta di inviare le foto del proprio contatore del gas viaWhatsApp

La notizia in merito a questa presunta truffa è arrivata da OptimaItalia, che avrebbe indicato come la stessa sia stata realizzata a di anni di Italgas Reti

La procedura attraverso la quale si manifesterebbe la truffa sarebbe la seguente: gli utenti riceverebbero un messaggio su WhatsApp, nella maggior parte dal numero 3465474011 o dal numero800945094 nel quale si farà la richiesta di inviare una foto del contatore del gas. 

Si giustificherebbe, sempre nel messaggio, la richiesta con l’indicazione della mancata lettura da parte di un tecnico da più di un anno. 

Nel messaggio spesso si indica anche di ricontattare il numero che inizia con 800, che però è risultato più volte irraggiungibile.

Potrai capire che con questi presupposti, si potrebbe pensare davvero ad una truffa ai danni deiconsumatori

BOLLETTA GAS E FOTO CONTATORE VIA WHATSAPP, QUANDO PENSARE ALLA TRUFFA 

In merito alla vicenda, il sito OptimaItalia ha specificato come ci sia stato il contatto da parte di MBS, la società che si occupa dell’attività di lettura dei contatori per il territorio di Roma, per conto di Italgas Reti. 

I numeri indicati sarebbero quelli di una rete di consulenza, che lavorerebbe effettivamente per l’azienda, dando un aiuto ai clienti nella lettura dei propri contatori. 

Tuttavia, tante persone rimangono ancora titubanti in merito alla possibilità di inviare la propria foto del contatore via WhatsApp, soprattutto perché non si sa a chi potrebbe essere stata trasmessa. 

Le recensioni, infatti, in merito ai numeri citati non sono moltissime, alcune non sono neppure negative, il che farebbe pensare che quanto è stato indicato dall’azienda potrebbe essere ancora valido. 

Alcuni, invece, non si sono fidati ed hanno evitato di inviare la foto del proprio contatore via WhatsApp al numero indicato. 

A questo punto potresti chiederti come comportarti di fronte a questa richiesta. 

BOLLETTA GAS E FOTO CONTATORE VIA WHATSAPP, COME COMPORTARTI 

In generale, possiamo consigliarti di comportarti sempre con prudenza, anche nel momento in cui dovessi ricevere una richiesta di inviare la foto del tuo contatore via WhatsApp. 

Infatti, anche se i dati del contatore possono sembrare poco significativi, in alcune situazioni potrebbero essere utilizzati da aziende terze per carpirti altre informazioni

Hai presente la situazione nella quale un operatore call center ti chiama dicendoti che “stai spendendo troppo” e proponendoti un nuovo contratto? Magari potrebbe usare il numero del tuo contatore, e i dati da te spediti, per raggirarti risultando quasi credibile! 

Per questo, nel caso in cui tu dovessi ricevere questa comunicazione via WhatsApp comportati così: 

  • Non inviare nulla attraverso l’app
  • Contatta il tuo gestore del gas per ottenere informazioni 

Esistono, infatti, servizi di comunicazione dei dati per la lettura via sms oppure attraverso altre app, ma ogni gestore avrà il proprio numero, e soprattutto spesso questo viene inserito all’interno del sito internet della compagnia stessa, o addirittura in bolletta. 

Quindi, se non sei sicuro, dovrai sempre cercare di perseguire una linea legata alla prudenza, per evitare di pentirti delle tue scelte in un secondo momento, magari pagandone le conseguenze.

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Disservizi telefonici

A chi non è capitato di rimanere senza linea telefonica o Adsl per giorni e chiamare in continuazione i numeri di servizi dei gestori senza riuscire a riottenere la linea. Ebbene questo piccolo articolo vuole darti informazioni su come fare.

Innanzitutto i disservizi sono  malfunzionamenti della linea che subisce interruzioni o intralci, lo stesso può essere dovuto:

– ad un problema presente nella linea telefonica; – alla linea fissa ADSL o alla fibra per un problema esterno o interno, ad esempio a causa di un modem mal funzionante;

– dalla mancata attivazione della linea telefonica;

– ad un ritardo nella migrazione da una compagnia telefonica verso un’altra.

Nel caso in cui c’è assenza di linea la prima cosa da fare è verificare che l’apparato telefonico sia correttamente collegato con la presa telefonica; che ci siano i filtri tra la linea telefonica e l’ADSL. Se non si riscontrato tali anomalie allora il disservizio è causato dalla compagnia e per lo stesso si può ottenere un risarcimento se il disservizio telefonico non viene risolto entro le 48 ore!!

Cosa Fare in questi casi

Innanzitutto chiamare il proprio gestore e segnalare il disservizio Di seguito i numeri delle compagnie telefoniche più utilizzate:

• 187 (servizio clienti Telecom)

• 155 (servizio clienti Wind Infostrada)

• 190 (servizio clienti Vodafone)

• 130 (servizio clienti Tiscali)

• 192193 (servizio clienti Fastweb)

Dopo la segnalazione verrà rilasciato un numero di reclamo da conservare. Se entro 3 giorni lavorativi il disservizio non si è risolto, contattaci!

Puoi farlo attraverso la sezione dedicata: MODULO CONTATTACI oppure chiama il numero 333 662 8175 o via mail all’indirizzo info@difesautenti.it.

Ti ricordiamo che la procedura di contestazione è fornita a titolo gratuito, e potrai attivarla con l’aiuto della nostra associazione di consumatori.

L’Autorità delle Telecomunicazioni potrà disporre il rimborso o lo storno delle somme non dovute, la corresponsione di un indennizzo, e/o il rimborso delle spese sostenute per la procedura e il ripristino.

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Segnalazione CRIF

La segnalazione alla Banca dati Crif si genera quando si è in ritardo con i pagamenti di rate di mutuo e/o fidi e/o carte revolving. La segnalazione scatta in automatico in presenza di ritardi ma deve essere comunicata dalla Banca o compagnie finanziarie.

Se questo non succede è possibile ricorrere ed ottenere un risarcimento!!!

Oggi il Ministero ha indicato, come nuovo parametro di segnalazione per la banca dati CRIF, la voce degli interessi, precisando che gli interessi vanno segnalati dal momento in cui diventano esigibili.

Pertanto gli interessi conteggiati ma non ancora esigibili (in corso d’anno) non vanno ricompresi nell’utilizzato del fido né rientrano nel computo degli scaduti.

Dal momento in cui gli interessi diventano esigibili:

– se il cliente non ha autorizzato l’addebito in conto e non ha provveduto al loro pagamento in altro modo, il debito da interessi va segnalato nella categoria di censimento “rischi a revoca”, valorizzando solo la classe dati “utilizzato”;

– se addebitati in conto in forza dell’autorizzazione del cliente, sono segnalati nell’importo “utilizzato” secondo le regole generali previste per i finanziamenti.

La nuova norma ha lo scopo principale di porre un freno all’anatocismo: la maturazione di interessi sugli interessi. Ma la stessa comporta per i correntisti il rischio di ritrovarsi iscritti alla CRIF anche per somme minime o per non aver comunicato alla banca di pagare gli interessi maturati sui fidi o mutui, direttamente dal conto corrente.

SE ANCHE TU SEI STATO SEGNALATO SCRIVICI ATTRAVERSO LA SEZIONE DEDICATA: MODULO CONTATTACI oppure chiama il numero 3349996810 o via mail all’indirizzo info@difesautenti.it.

TI AIUTEREMO AD OTTENERE LA CANCELLAZIONE ED IL RIMBORSO

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