Skip to main content Skip to search

Archives for Difesa Utenti

Canone Rai ultra 75enni, le esenzioni e i rimborsi

Sapevi che per il canone Rai per gli ultra 75enni esistono delle regole particolari?

Infatti, è oggi possibile ottenere un’esenzione, e anche dei rimborsi, nel caso in cui si rispettino le regole previste delle disposizioni emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Le regole sono in vigore da molti anni, ma tantissimi contribuenti non le conoscono e continuano, loro malgrado, a pagare il canone Rai.

Vediamo, quindi, come fare per ottenere i rimborsi e le esenzioni.

Canone Rai per ultra 75enni, chi può ottenere l’esenzione

Per poter ottenere l’esenzione dal Canone Rai sarà necessario rispondere ai requisiti seguenti:

  • Aver compiuto i 75 anni di età entro la scadenza del termine per il pagamento del canone. Ad esempio, per poter ottenere l’esenzione annuale sarà necessario aver compiuto 75 anni entro il 31 gennaio dell’anno per il quale si richieda l’esenzione
  • Aver un reddito proprio che, anche unito a quello del coniuge, non superi gli 8 mila euro annui. Non si considereranno i redditi che siano esenti dall’Irpef, come accade, ad esempio, per le pensioni di invalidità oppure quelle di guerra
  • Non ci sia convivenza con persone diverse dal coniuge e che abbiano un reddito proprio

Nel caso in cui si faccia riferimento ad un abbonamento che dovrebbe attivarsi durante l’anno di esenzione, sarà applicabile l’esenzione se il soggetto abbia già compiuto 75 anni.

Per ottenere questa esenzione sarà necessario compilare un modulo specifico che si può trovare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il modulo sarà semplicemente una dichiarazione di possesso dei requisiti indicati precedentemente.

Bisognerà inviare il modulo a:

AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – 10121 – Torino

Allegando anche una copia del proprio documento di identità.

Sarà possibile, com’è stato già accennato, portare anche i documenti a mano, in questo caso in qualsiasi ufficio territoriale che corrisponda sempre all’Agenzia delle Entrate.

Il rimborso del canone Rai per gli ultra 75enni

Oltre alla possibilità di esenzione sarà possibile anche richiedere il rimborso del canone Rai.

In particolare, il rimborso riguarda sempre i soggetti che abbiano i requisiti specificati per l’esenzione, e che abbiano pagato i canoni in modo regolare a partire dal 2008.

Si rimborseranno i canoni per gli anni durante i quali risultino presenti i requisiti relativi sia all’età e al reddito.

Quindi, se un soggetto avesse già 75 anni nel 2016, eppure abbia continuato a pagare il canone, e avesse già un reddito non superiore a 8 mila euro annui, potrà richiedere il rimborso per tutti gli anni a partire dal 2016.

Per poter ottenere il rimborso sarà necessario compilare una domanda di rimborso, che si potrà sempre scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Anche in questo caso sarà possibile inviare i documenti tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure portarli a mano in un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Cessazione dei requisiti

Nel caso in cui cessino i requisiti, sarà necessario ricominciare a pagare il canone in modo regolare.

Ad esempio, il soggetto potrebbe risposarsi e convivere con un coniuge il cui reddito determini il superamento degli 8 mila euro annuali, oppure potrebbe vedere un aumento della propria pensione o del proprio reddito a livello generale.

In tali casi, si dovrà preparare una dichiarazione nella quale si indichi la cessazione dei requisiti, e si determinerà, quindi, nuovamente il pagamento del canone stesso.

Le sanzioni

Come accade per tutte le dichiarazioni con autocertificazione, si potrà andare incontro a sanzioni penali nel caso in cui si sia dichiarato il falso per poter ottenere l’esenzione o il rimborso.

Inoltre, per ogni abuso che sia relativo al diritto di esenzione si potrà comminare una sanzione amministrativa che potrà andare da 500 a 2 mila euro per ogni annualità.

Read more

Multe ZTL, quando è possibile contestarle?

Hai ricevuto una multa ZTL ma ritieni che questa sia ingiusta? Ti stai chiedendo se sia possibile contestare questo genere di verbali, ma non sai come fare?

Sappi che esistono delle specifiche regole che si applicano a questo tipo di contestazioni, e conoscerle ti aiuterà ad agire correttamente nel tuo interesse.

Multe ZTL e la segnaletica stradale

Uno dei casi più frequenti di contestazione delle Multe ZTL è costituito dalla segnaletica stradale non particolarmente chiara, oppure troppo distante, o troppo vicina, all’ingresso della zona a traffico limitato.

In particolare, una segnaletica non chiara, o non ben posizionata, può determinare il diritto ad ottenere un annullamento della multa.

Esempi di questo tipo sono costituiti, in primo luogo, dalla segnaletica che si trovi, ad esempio, dietro gli alberi, o in una posizione troppo poco visibile da parte dell’automobilista.

Un altro esempio è costituto dai cartelli che si trovino all’altro lato rispetto al senso di marcia previsto per l’ingresso all’interno della zona a traffico limitato.

In moltissimi casi di questo tipo, gli automobilisti hanno ottenuto l’annullamento della propria infrazione da parte dei giudici.

Molti giudici di merito, infatti, hanno sottolineato come non si possa attribuire all’automobilista una colpa per la violazione nel caso in cui la violazione sia legittima. Se, ad esempio, il cartello fosse davvero difficile da vedere da un mezzo in movimento, l’automobilista si ritroverebbe ad entrare nella zona a traffico limitato, e non poterne più uscire.

Per questo l’impugnazione del verbale sarebbe assolutamente legittima, in quanto sarebbe sempre necessario porre una segnaletica stradale che sia non solo chiara nel suo contenuto, ma anche visibile nel momento in cui si sia in marcia.

Per capire, inoltre, come ci si dovrebbe regolare in merito alla segnaletica stradale si dovrà prendere in considerazione il contenuto dell’articolo 79 del Regolamento attuativo del Codice della Strada.

Questo si occupa proprio di regolamentare la distanza e lo spazio minimo per l’avvistamento della segnaletica stessa.

A livello specifico, il cartello dovrà essere posto in uno spazio minimo di 80 metri rispetto all’inizio della zona a traffico limitato.

Questo perché si prende in considerazione un automobilista che rispetti i limiti di 50 chilometri all’ora previsti per la circolazione in città.

Multe ZTL e violazioni multiple

Un altro caso spesso discusso relativamente alle multe ZTL riguarda le violazioni multiple.

La sanzione viene prevista, ovviamente, per evitare che l’automobilista effettui nuovamente la violazione e tenga ancora il comportamento scorretto, ma nel caso in cui, nella stessa occasione, abbia effettuato delle violazioni multiple?

In relazione a tale fattispecie i giudici sarebbero concordi nel sostenere che il soggetto dovrebbe pagare solo la prima multa, in quanto quelle successive non potrebbero essere attribuite al guidatore né per dolo né per colpa.

Le violazioni successive, infatti, trarrebbero origine in modo univoco solamente dalla prima omissione.

Quindi, si dovrebbe sottolineare che le violazioni che siano state commesse nelle zone a traffico limitato, e quando siano simultanee, non possano costituire un illecito distinto. Per questo non si parlerebbe certamente di singole contravvenzioni, ma di una unica.

Questo assunto si basa anche sul contenuto dell’articolo 8 della legge 689 del 1982 che prevede:

chi con un’azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo

La documentazione

Infine, perché una violazione della ZTL sia effettiva e sia provabile, questa dovrà vedere la presenza di una documentazione specifica.

Saranno necessarie le immagini recuperate dagli appositi dispositivi di tipo elettronico che si trovino proprio nei varchi d’accesso.

Per essere valide, inoltre, le immagini dovranno riportare la targa del veicolo, la data, l’ora e il luogo della violazione.

Read more

Bollette luce e gas ridotte, gli effetti del taglio dei costi dal 1° aprile

Bollette luce e gas ridotte dal 1° aprile, quali sono stati, e quali saranno, gli effetti per i consumatori?

Innanzitutto, il fatto di aver potuto notare un taglio nei costi delle utenze ha sorpreso molto i consumatori in generale, soprattutto perché tale taglio segue un periodo di continui rincari, connotato dall’aumento, lento ma progressivo, delle bollette per le famiglie.

La riduzione delle bollette di luce e gas riguarda, in particolare, i clienti che abbiano dei contratti con il così detto servizio di maggior tutela e si parla di una riduzione media per le famiglie pari al 10%.

Vediamo nel dettaglio in che cosa consistono i tagli e come stanno agendo sul bilancio delle famiglie italiane.

Bollette luce e gas ridotte, quali le misure della riduzione

Se a livello medio le bollette di luce e gas ridotte arrivano ad un 10 percento per le diverse famiglie, bisogna evidenziare quali siano le reali misure della riduzione.

In particolare, per l’elettricità si parla di un taglio pari all’8,5%, mentre per il gas si arriva ad un taglio pari al 9,9%.

Bollette luce e gas ridotte, i motivi del taglio

Un elemento che ha fatto insospettire in consumatori riguardo alla riduzione delle bollette di luce e gas, riguarda le motivazioni.

In fondo, per quale motivo le aziende dovrebbero ridurre il proprio guadagno?

Ebbene, i motivi sono più che legittimi, e riguardano la contrazione dei prezzi relativi alle materie prime con riferimento ai mercati all’ingrosso dell’energia, sia a livello nazionale sia internazionale.

Questo significa, quindi, che con una contrazione di tali prezzi ci sarà una riduzione degli stessi anche per il consumatore finale.

Proprio per questo si possono individuare le percentuali che abbiamo già indicato.

Nello specifico, per l’energia elettrica si è evidenziato un calo della componente originaria e per la copertura dei costi per l’approvvigionamento dell’elettricità, pari al 12,22%, che ha visto, però, una compensazione data dall’aumento degli oneri generali pari al 3,72%.

Per quanto riguarda il gas, si è individuata una riduzione della spesa per la materia prima, pari al 10,5%, che però è stata compensata da un leggero aumento negli oneri generali, pari allo 0,41%, e per il trasporto e la gestione del contatore, pari allo 0,15%.

Bollette luce e gas ridotte, le reazioni delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori sono, ovviamente, a favore della riduzione che si è potuta evidenziare in merito alle bollette di luce e gas, ma i rappresentanti di questi organismi sottolineano come sia necessario non abbassare mai la guardia.

Infatti, com’è stato sottolineato più volte anche da Difesa Utenti, questo calo non può andare a compensare in modo completo tutti gli aumenti che si sono avuti negli anni scorsi a carico delle famiglie.

In particolare, questo calo sarebbe comunque da considerare come un fatto congiunturale, mentre il calo delle tariffe dovrebbe essere più strutturato e dovrebbe poter essere programmato in modo mirato per ridurre il peso delle utenze a carico delle famiglie.

Anche Federconsumatori ha sottolineato il medesimo concetto, specificando anche come gli oneri di sistema dovrebbero calare, in quanto sono da considerarsi quasi come delle tasse occulte a carico dei cittadini.

Infine, la Codacons ha voluto mettere a confronto le riduzioni che sono state appena indicate con gli aumenti che sono stati registrati solo nel corso del 2018.

Infatti, le tariffe della luce hanno visto un incremento medio dell’11,12%, mentre quelle del gas addirittura del 16%.

Questi aumenti hanno determinato, lo scorso anno, un peso notevole per i consumatori pari a 1,32 miliardi di euro, ed è per questo che tali riduzioni non sono ancora sufficienti.

Read more

Truffa telefonica, segnalate le ping call e le truffe bancarie

Il telefono è diventato ormai un mezzo attraverso il quale effettuare spesso delle raccolte di dati non proprio regolamentari, ed ora è stata segnalata una recente truffa telefonica, che fa part delle così dette ping call.

Che cosa sono le ping call

A tutti è capitato di ricevere delle chiamate da call center, da persone sconosciute, e addirittura da chi diceva di far parte di istituti di credito e banche.

L’atteggiamento migliore, in questi casi, sarebbe quello di abbattere la chiamata e di bloccare il numero, ma non tutti sono sufficientemente pronti ad eseguire questa operazione, e spesso possono cadere vittime della truffa telefonica.

Questo accade anche per la ping call. La ping call è quella che avviene in questo modo:

  • Il telefono squilla
  • L’utente risponde ma dall’altro capo del telefono nessuno si occupa di emettere neppure un suono
  • La telefonata si conclude dopo pochi secondi

Molti utenti, in questa situazione, reagiscono in modo positivo, lasciando perdere la chiamata e inserendo il numero in black list, in modo che questo non possa più contattarli.

Altri, invece, potrebbero avere la tentazione di richiamare il numero, magari per capire chi fosse, ma questo tipo di pratica è altamente sconsigliata!

Infatti, la ping call è una tecnica spesso utilizzata per commettere furti di vario tipo, da quello dei dati fino a quello del credito telefonico.

E questo può accadere non solo con numeri di telefono stranieri, ma anche con quelli assolutamente italiani.

Ping call, la truffa telefonica dalla quale dovrai difenderti

A questo punto, dovresti cercare di capire come difenderti da questa truffa telefonica che inizia con una ping call.

Essenzialmente, la prima chiamata avrà come obiettivo quello di capire se il tuo numero sia attivo, e se tu dovessi rispondere alla chiamata stessa.

Inoltre, spesso i truffatori sperano che la persona chiamata si occupi anche di richiamare il numero, in modo da poterla raggirare.

Per questo motivo dovresti sempre capire correttamente come comportarti in questi casi:

  • Non richiamare mai un numero che non conosci, a meno che tu non abbia dato il numero come riferimento del tuo lavoro. In ogni caso, non richiamare numeri che utilizzino la tecnica della ping call, e che, quindi, si occupino di attaccare immediatamente dopo che hai risposto a telefono
  • Inserisci nella black list del tuo telefono il numero che continuerà a tormentarti con black call e, in generale, con chiamate indesiderate. Potrai farlo direttamente dalle impostazioni del cellulare, oppure utilizzando apposite applicazioni che potrai scaricare dagli store

Truffa telefonica, oltre la ping call

Oltre alla ping call che ti abbiamo già indicato, un’altra truffa telefonica sarà quella della persona che farà finta di essere un impiegato di banca, un impiegato del tuo fornitore di servizi, e così via.

In questi casi, la persona che ti parlerà si presenterà indicando delle generalità false. In alcuni casi, gli utenti hanno ricevuto chiamate da falsi poliziotti.

Dopo la presentazione, il soggetto che ti avrà chiamato ti chiederà alcuni dati personali, che potranno arrivare addirittura alle password per accedere al tuo conto online, oppure per poter accedere ai tuoi profili, come le email e i siti social.

Ovviamente, in questi casi il consiglio fondamentale è sempre quello di non dare alcuna informazione a questi soggetti, poiché la banca o i poliziotti non ti chiederanno mai tali dati via telefono.

Inoltre, dovresti occuparti di attaccare subito la cornetta, e anche di segnalare il numero e la chiamata alla tua banca oppure all’operatore dell’utenza che sia stato coinvolto, ovviamente in modo fittizio, nella chiamata stessa.

In questo modo ti sarai tutelato e, al tempo stesso, avrai aiutato a scoprire le truffe.

Read more

Polizze assicurative false, le compagnie da evitare

Stai per assicurare la tua auto, la tua casa oppure un altro bene di valore, e ti chiedi a chi rivolgerti.

Esistono numerosissime offerte, presenti sia in rete sia offline, ma alcune di queste andrebbero evitate.

Si tratta delle compagnie che realizzano le polizze assicurative false, rilasciando, quindi, certificati che non solo non sono validi, ma che potrebbero metterti nei guai.

Polizze assicurative false, che cosa dice l’Ivass

È stata proprio l’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, a compilare un elenco delle compagnie che si occupano di rilasciare delle polizze assicurative false.

Ricorrere a queste compagnie non significa solo perdere del denaro nell’immediato, ma andare davvero nelle grane, in quanto i certificati da loro rilasciati saranno falsi.

Questo significa, ad esempio, circolare con un’auto che non sarà realmente assicurata. Immagina che cosa potrebbe succedere se venissi fermato, o peggio se facessi un incidente in queste condizioni.

Per questo dovrai mantenere sempre alta la vigilanza ed evitare queste compagnie fasulle.

Polizze assicurative false, l’elenco compilato per i siti internet

Grazie alle diverse segnalazioni, sia dell’Ivass sia dei consumatori, è già stato diramato un elenco delle compagnie che si occupano di stipulare polizze assicurative false.

Qui di seguito potrai trovare i riferimenti ai siti Internet di queste compagnie, in modo da sapere quali dovrai evitare:

– www.agenzia-apreagrupposara.com
– www.parisiassicurazioni.com
– www.assiprime.eu
– www.assicuratipergiorni.com
– www.assicuroxgiorni.it
– www.directassicurazioni.com
– www.brokerissimo.net
– www.mondoassicurazioni.net
– www.prontopolizza.net
– www.assicurazionegiusta.com

La truffa che viene perpetrata in questi casi è anche piuttosto subdola, in quanto molti dei nomi che avrai letti, come vedi, richiamano quelli di compagnie assicurative oneste e famose.

Anche i siti sono fatti molto bene, e potrebbero arrivare tranquillamente a trarti in inganno.

Polizze assicurative false: come comportarti

Ora che hai capito quanto le polizze assicurative false siano non solo pericolose, ma anche in grado di metterti nei guai, saprai di doverle evitare.

Tuttavia, potrai fare anche qualcosa in più, mettendo in pratica alcuni accorgimenti.

Prima di sottoscrivere una polizza ti consigliamo di controllare, se non sei sicuro, sul sito dell’Ivass, in modo da capire se la compagnia sia seria.

Controlla anche il registro unico degli intermediari assicurati e l’elenco degli intermediari dell’Unione Europea. Potrei consultarli tranquillamente online.

Sempre usando il nome o il sito della compagnia sospetta, effettua un controllo in merito all’elenco degli avvisi che siano già stati diramati, e che si riferiscano ai casi di contraffazione, a quelli legati alle società non autorizzate a tutti i siti che risultino non conformi rispetto alla disciplina sull’intermediazione.

Anche controllare quale potrebbe essere il destinatario del pagamento e il mezzo di pagamento richiesto potrà darti un indizio in merito alla serietà della compagni assicurativa.

In particolare, se il beneficiario del tuo pagamento non risultasse iscritto negli elenchi relativi alle imprese che siano ammesse ad operare, oppure sia già stato iscritto nell’elenco delle società autorizzate, allora dovresti starne alla larga.

Un altro indizio relativo alle polizze assicurative false sarà il fatto di vedere una richiesta di pagamento verso carte di credito ricaricabili oppure prepagate.

Infatti, una società seria avrà un conto corrente, oppure accetterà sì i pagamenti con carta di credito, ma sempre per il tramite di circuiti ben definiti e di procedure che tutelino il consumatore.

Se hai ancora dei dubbi, comunque, il consiglio è sempre quello di informarti chiamando gli organismi che, come l’Ivass, si occupano di effettuare un’attività continua di vigilanza sulle assicurazioni e sugli istituti di credito.

Una telefonata oppure un’email in più ti metteranno sicuramente al riparo non solo dalla perdita di denaro che subiresti, ma anche da tutte quelle che saranno le conseguenze negative che potrebbero derivare dal fatto di non avere un’assicurazione del tutto regolare.

Read more

Riduzione bollette luce e gas, di che cosa si tratta

Forse hai sentito nominare la possibilità di usufruire di una riduzione sulle bollette di luce e gas, ma tra l’incredulità e lo stupore, ti stai chiedendo quale sarà l’entità di tale riduzione, cosa riguarderà.

Per capire meglio come questa riduzione di potrà riguardare qui troverai tutte le informazioni in merito al calo delle tariffe.

Riduzione bollette luce e gas, da quando partirà

In particolare, è stato annunciato che la riduzione delle bollette luce e gas è entrata in vigore dal 1° aprile.

Questo provvedimento è stato deciso dall’Autorità dell’energia Arera, e riguarda le famiglie in modo generale per il secondo trimestre del 2019.

Si tratterà, a livello ovviamente generalizzato, di un calo nelle tariffe dell’elettricità, che sarà pari al -8,5%, e nelle tariffe del metano, che sarà pari al -9,9%.

L’applicazione di queste riduzioni avverrà per i consumatori che abbiano contratti tutelati, quindi non per coloro che abbiano già effettuato il passaggio al mercato libero.

Inoltre, per l’elettricità ci si riferisce a coloro che abbiano un contatore domestico classico da 3 chilowatt.

Le ragioni della riduzione delle bollette luce e gas sono legate soprattutto al calo dei prezzi delle diverse materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia.

Riduzione bollette luce e gas nel dettaglio

Nel dettaglio, la riduzione delle bollette luce e gas sarà la seguente:

– Luce

L’energia elettrica ha visto un calo dei prezzi per i l’approvvigionamento dell’elettricità, che è stato in parte compensato da un rincaro degli oneri generali.

Quindi, si è raggiunto il livello del meno 8,5% in totale grazie alla compensazione.

La riduzione dei prezzi per la materia prima elettrica è stata determinata soprattutto dal ripiegamento di quelle che sono le quotazioni internazionali dell’energia.

È stato ridotto il prezzo del metano utilizzato dalle centrali termoelettriche, che, quindi, ha consentito anche di ridurre il costo della materia energia.

– Metano

Anche per il metano si è vista una riduzione della spesa per la materia prima. Questa riduzione si lega alle quotazioni stagionali che sono previste nei mercati all’ingrosso, e che saranno presenti in tali segmenti di mercato nel prossimo trimestre.

Anche in questo caso si è vista una compensazione rispetto agli oneri generali e ad altri tipi di componenti che sono connesse al trasporto dell’energia e alla gestione del contatore.

Riduzione bollette luce e gas e il risparmio per le famiglie

Grazie alla riduzione delle bollette luce e gas le famiglie potranno notare un risparmio rilevante.

A livello generale, le famiglie arriveranno a spendere per le bollette della luce, tra il 1° luglio e il 30 giugno 2019, circa 565 euro.

Per quanto riguarda il gas, invece, sempre nello stesso periodo, si arriverà a pagare circa 1.157 euro.

A questo punto, potresti chiederti quale sarà l’entità effettiva del risparmio che potrai notare nel periodo di riferimento per le tue bollette di luce e gas.

Si stima che il risparmio, su base annua, per la bolletta della luce potrà essere pari a 50 euro, mente potrà essere, sempre su base annua, di 118 euro per il gas.

Quindi, facendo un calcolo complessivo, una famiglia media potrà arrivare a risparmiare in un anno sulle bollette circa 168 euro.

Queste riduzioni sulle bollette di luce e gas costituiscono un vero e proprio record, poiché vanno a superare anche le riduzioni dell’aprile 2018, quando si vide una limitazione dei costi per la luce pari all’8%.

Se, quindi, i tuoi contratti rientreranno nelle categorie indicate, e avrai la possibilità di usufruire delle riduzioni previste, potrai mettere da parte più di 150 euro in un anno che, fino a pochi mesi fa, avresti tranquillamente speso per pagare le bollette delle tue utenze domestiche.

Read more

Multa Sky Calcio, cosa succede e come comportarsi

Gli abbonati forse sapranno già della multa Sky Calcio che è stata notificata nei confronti del colosso della Pay Tv, ma per chi non lo sapesse, ai consumatori spetterà un indennizzo per il comportamento del gestore, e qui vi spieghiamo perché e come comportarsi.

MULTA SKY CALCIO, CHE COS’È SUCCESSO

La Multa Sky Calcio alla quale si fa riferimento riguarda una sanzione che è stata comminata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Sky Italia.

Si tratta di un provvedimento che costerà al colosso della televisione 7 milioni di euro.

Questo perché, secondo il parere dell’Antitrust, gli abbonati del pacchetto Sky Calcio, che avevano avuto la possibilità di visualizzare tutte le partite del campionato fino alla stagione 2018/2019, non avrebbero più avuto accesso a questa possibilità.

Nella stagione attuale, infatti, gli abbonati avrebbero visto una riduzione della disponibilità, arrivando a poter visualizzare solo 7 partite su 10 per ogni giornata.

Sky, in particolare, nella stagione che è ancora in corso si sta occupando di trasmettere 7 partite della serie A in modo esclusivo.

Si tratta di due anticipi per la giornata di sabato, di tre partite per la domenica e di un posticipo per il lunedì.

All’appello mancano tre partite, cioè quella del sabato alle 20.30, quella delle 12,30 della domenica e una partita delle 15, sempre la domenica.

Questi match sono stati assegnati alla Perform, che si occupa di trasmettere le partite della serie A sul canale Dazn.

Si parlerebbe, quindi, di una multa a Sky Calcio anche perché, al momento della sottoscrizione del contratto, i consumatori non avevano a disposizione tutte le informazioni per capire che la gestione del pacchetto sarebbe stata realizzata in questo modo.

I MOTIVI DELLA MULTA SKY CALCIO

I motivi tecnici e legali della multa a Sky Calcio si ritroverebbero anche nel disservizio che i consumatori hanno dovuto subire.

Innanzitutto, perché a livello qualitativo, il servizio offerto da Dazn non sarebbe parificabile a quello di Sky, e molti utenti si sarebbero, quindi, lamentati di questo problema.

Allo stesso modo, per l’utente il comportamento di Sky si potrebbe tradurre in una vera e propria modifica unilaterale del contratto, senza poter prevedere un vero e proprio diritto di recesso da parte del consumatore.

Un ulteriore punto controverso, che avrebbe portato le associazioni di categoria anche ad una seconda denuncia all’Antitrust, riguarderebbe il diritto applicabile.

Infatti, in una clausola si indica come il diritto applicabile a questa controversia sarebbe quello tedesco, un elemento non chiaro e in grado di confondere ulteriormente il consumatore.

Infine, esiste una ulteriore clausola, nella quale Dazn si rifiuterebbe di aderire alle procedure di conciliazione o arbitrato, che nel nostro Paese sono ormai la norma da qualche anno. Dazn, avrebbe indicato ai consumatori di voler risolvere le richieste direttamente.

CHE COSA FARE DOPO LA MULTA A SKY CALCIO

Se siete tra i consumatori che sono stati colpiti dal problema che è stato risolto, almeno per il momento, con la multa a Sky calcio, sappiate che è vostro diritto rivolgervi alle associazioni di consumatori.

Potrete denunciare i vostri disservizi, e potrete richiedere di entrare a far parte del gruppo che si interesserà alle future cause legali che potranno essere intraprese per tutelare i consumatori.

In questo modo saprete anche se vi spetterà un indennizzo per il fatto di aver sottoscritto un abbonamento che, di per sé, non è stato completamente onorato, e anche quale potrebbe essere l’entità del rimborso.

In ogni caso, non rimanete con le mani in mano, e adoperatevi il più possibile per far valere i vostri diritti, dopo aver pagato per un abbonamento diverso da quello reale.

Read more

Bollette non pagate, che cosa può accadere ai morosi

Le bollette non pagate sono una delle evenienze più frequenti, e anche una persona che abbia sempre onorato i propri debiti potrebbe trovarsi, ad un certo punto, a non avere la possibilità di pagare una bolletta del gas o dell’acqua.

In generale, si pensa che per le bollette non pagate il primo tipo di provvedimento che verrà emesso sarà l’interruzione immediata del servizio, ma questo tipo di intervento avverrà solamente dopo un periodo piuttosto lungo, che ti darà il tempo di rimediare alla tua mancanza.

Bollette non pagate, come funzionano le scadenze

Nel momento in cui riceverai la tua bolletta troverai anche l’indicazione della scadenzaper la fattura stessa.

Già pagando la tua bolletta dopo il periodo di scadenza vedrai delle differenze nel costo iniziale, in quanto per tutti i giorni trascorsi dal momento in cui vi sia stata la scadenza si applicheranno degli interessi che dovrai corrispondere al fornitore.

Successivamente, potrebbe verificarsi un ulteriore scenario.

Infatti, potresti non aver pagato la bolletta precedente e potresti già ricevere quella successiva. In questo caso, oltre, alla bolletta successiva, riceverai un avviso bonario, nel quale verrai avvisato in merito alla necessità di saldare la fattura precedente.

L’avviso bonario ti potrà essere recapitato sia insieme alla nuova bolletta, sia in una busta a parte, e anche in questo caso leggerai la scadenza entro la quale saldare il tuo debito.

Nel caso in cui tu dovessi ignorare anche l’avviso bonario, riceverai una successiva raccomandata nella quale sarà presente una diffida di pagamento.

All’interno della raccomandata vedrai come il fornitore del servizio ti indicherà che, non pagando quanto dovuto, vedrai staccata la tua utenza di riferimento.

Quindi, come avrai potuto capire, la luce, il gas o l’acqua verranno interrotti solamente nel caso in cui tu, per mesi, dovessi ignorare gli avvisi provenienti dall’azienda che ti abbia fornito il servizio.

BOLLETTE NON PAGATE, COME AVVIENE IL DISTACCO DEL SERVIZIO

Per le bollette non pagate, quindi, esiste una precisa procedura, che viene attivata dall’azienda erogatrice.

Anche per il distacco del servizio non si agirà in modo netto ed immediato, sempre allo scopo di consentire alla persona di intervenire magari saldando il proprio debito.

In particolare, dopo il mancato pagamento continuativo delle tue fatture, potrai vedere una riduzione graduale della potenza erogata per le tue forniture.

Questo avviene in modo particolare per l’energia elettrica, che sarà meno potente, e potrebbe, ad esempio, non consentirti di utilizzare i grandi elettrodomestici.

Il distacco dal servizio in modo totale avverrà solamente dopo un periodo di 10-20 giorni in totale, a seconda della politica applicata dalla singola azienda che fornisce il tipo di servizio.

Per poter riattivare il tuo servizio nel momento in cui sia avvenuto il distacco del servizio dovrai impegnarti a saldare il debito con il tuo fornitore, e dovrai anche comunicare il fatto di aver provveduto direttamente al tuo fornitore.

E nel caso in cui neppure dopo il distacco definitivo tu dovessi occuparti di pagare il tuo debito, si farà trascorrere un mese, dopo il quale il tuo contratto sarà annullato.

In questi casi, per poter ottenere nuovamente la tua fornitura rispetto alle bollette non pagate, dovrai stipulare un nuovo contratto.

BOLLETTE NON PAGATE E IL REGISTRO DEI CATTIVI PAGATORI

Un altro tipo di problema che potrebbe verificarsi è costituito dall’inserimento nelregistro dei cattivi pagatori dopo le bollette non pagate.

L’iscrizione nel registro arriva già nel momento in cui tu abbia pagato in ritardo due bollette nell’arco di un anno, questo a meno che non vi siano state delle procedure di contestazione.

Nel momento in cui tu sarai iscritto nel registro dei cattivi pagatori, un’azienda potrà rifiutarsi di stipulare un nuovo contratto con te.

Read more

Truffa assegni su WhatsApp, come difendersi e cosa fare

Forse non ne avrai ancora sentito parlare, ma è stata messa in atto una nuova truffa, in particolare, quella che si potrebbe definire la “truffa degli assegni su WhatsApp”.

In particolare, un consumatore ha segnalato una comunicazione con la quale i soggetti verrebbero invitati ad incassare un assegno mediante una foto ricevuta su WhatsApp.

In merito è stata emessa una sentenza da parte dell’Arbitro bancario, e per capire come si sia dipanata la vicenda sarà necessario cominciare dall’inizio. 

TRUFFA ASSEGNI SU WHATSAPP, CHE COSA È SUCCESSO

In particolare, per la truffa degli assegni su WhatsApp è stato colpito un consumatore.

Si era partiti da un venditore di auto, il quale aveva pubblicato su internet un annuncio in modo da attirare il potenziale cliente.

Tra il cliente e il venditore si sono instaurate delle trattative, soprattutto via telefono, e ad un certo punto il venditore avrebbe richiesto al consumatore di mandare una foto di un assegno compilato per indicare la sua effettiva volontà di concludere l’affare.

Ingenuamente, il cliente si è occupato di inviare la foto, pensando che comunque il venditore non avrebbe avuto la possibilità di incassare nulla.

In realtà, il venditore di automobili stampando l’assegno sarebbe stato in grado di incassarlo regolarmente.

La vittima della truffa degli assegni su WhatsApp, a questo punto, si è rivolta all’associazione dei consumatori e alle forze dell’ordine. I carabinieri e i consulenti sarebbero rimasti stupiti dalla possibilità di ottenere dei contanti da una banca con un assegno stampato e ricavato da una fotografia di WhatsApp.

Questo soprattutto perché le banche, già a partire dal 2010, avrebbero dovuto mettere in pratica tutta una serie di interventi volti ad evitare le falsificazioni.

Ad esempio, la carta degli assegni dovrebbe essere filigranata, dovrebbe non essere fluorescente e dovrebbe avere altri elementi atti a consentire un controllo contro le falsificazioni.

Infine, sarebbe necessario un controllo in merito alla validità dell’assegno da parte dell’impiegato allo sportello, il quale dovrebbe comunicare i dati dell’assegno alla banca emittente, in modo da valutare l’effettiva emissione del titolo da parte di questa.

Proprio per questo motivo, l’Unione consumatori ha pensato che una delle responsabilità si trovasse proprio presso l’impiegato di banca, un soggetto compiacente che avrebbe aiutato il venditore di automobili a farla franca e ad incassare un assegno oggettivamente falso. 

TRUFFA DEGLI ASSEGNI SU WHATSAPP, IL RICORSO ALL’ARBITRO BANCARIO

Proprio per questo motivo, il consumatore è stato diretto verso l’Arbitro bancario, quello che è il soggetto che si occupa di controversie di questo tipo, abbreviandone le tempistiche ed evitando di aprire un vero e proprio processo.

L’Arbitro bancario ha avuto la possibilità di esaminare il caso, ed ha dedotto come la responsabilità per la truffa degli assegni via WhatsApp fosse anche della banca, che non avrebbe bloccato l’incasso di un titolo palesemente falso.

Proprio per questo, l’Arbitro ha stabilito il diritto del consumatore di ottenere un rimborso pari al 100% della somma. 

TRUFFA ASSEGNI SU WHATSAPP, COME COMPORTARSI

Come avrai potuto capire, la truffa degli assegni su WhatsApp ha visto una concomitanza di fattori: l’ingenuità del cliente, l’intento truffaldino del venditore e, probabilmente, una collaborazione da parte di un impiegato di banca.

Proprio per evitare di trovarti in situazioni simili, il consiglio che diamo a tutti i consumatori è quello di evitare di mettersi in una situazione del genere.

Non bisognerebbe mai inviare immagini di questo tipo né via WhatsApp, né via email, e nel caso in cui vengano richiesti certi tipi di dati per la conferma di un acquisto, bisognerebbe incontrare di persona il venditore.

Se al diniego verso il venditore questo dovesse scomparire, sapreste di aver evitato di cadere in una palese truffa.

Read more

Contestare l’estratto conto, come e quando è possibile

Poter contestare un estratto conto può essere utile in tante situazioni, ad esempio nel momento in cui si siano notate delle irregolarità in merito alla gestione del proprio conto corrente.

Se anche tu ti stai chiedendo se sia possibile, nella tua situazione, contestare l’estratto conto della tua banca, qui potrai trovare tutte le informazioni necessarie al fine di proteggerti dagli errori, ed eventualmente ottenere indietro il denaro che sia stato sottratto.

CHE COS’È LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO

La contestazione dell’estratto conto è una procedura che consente una protezione a quegli utenti che abbiano riscontrato delle anomalie nel proprio estratto conto bancario.

Ad esempio, potresti esserti accorto della presenza di movimenti anomali, come transazioni addebitate più volte, importi errati, e così via.

Nel caso in cui ti dovessi trovarti in questa situazione, non disperare, perché esistono sempre dei metodi per evitare di dover subire un’ingiustizia.

COME CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO

Se ti sei accorto della presenza di inesattezze nel tuo estratto conto, potrai occuparti di contestarne il contenuto.

Per farlo dovrai procedere ad eseguire la contestazione entro 60 giorni dalla data di ricezione del tuo estratto conto.

Infatti, il documento viene considerato approvato nel caso in cui esso non venga contestato entro il termine.

Esistono, però, dei termini più ampi, che arrivano a sei mesi dalla ricezione del documento, e che comprendono:

  • Gli errori di scritturazione
  • Gli errori di calcolo
  • Le omissioni
  • Le duplicazioni

Inoltre, nel caso in cui vi siano errori sostanziali, come accade, ad esempio, nel caso in cui vi sia stata un’errata applicazione degli interessi, oppure un addebito di spese non dovute per il tuo contratto di conto corrente, avrai tempo addirittura per dieci anni per la contestazione dell’estratto conto.

Per contestare l’estratto conto dovrai:

  • Scrivere, entro il termine prescritto, alla tua banca (che dovrà risponderti entro trenta giorni)
  • Ricorrere eventualmente all’arbitrato bancario, nel caso di mancata risposta, oppure di risposta negativa
  • Ricorrere, dopo l’arbitrato, al giudice ordinario

COME CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO: LA COMUNICAZIONE SCRITTA

Per contestare l’estratto conto potrai utilizzare, come ti abbiamo indicato, una comunicazione scritta.

La lettera di contestazione dovrà essere inviata alla tua banca nei tempi previsti con la forma della raccomandata con ricevuta di ritorno.

Nella busta che spedirai dovrai anche aggiungere una fotocopia dell’estratto conto contestato e degli altri documenti che possano aiutarti a provare l’errore.

Se, ad esempio, contesti l’addebito di una carta di credito, dovrai inviare anche una copia dello scontrino con il quale potrai provare la transazione che avrai effettuato.

La banca dovrà risponderti necessariamente entro 30 giorni per iscritto. Le risposte potranno essere di due tipi:

  • Risposta positiva: la banca riconosce l’errore e ti riaccredita le somme
  • Risposta negativa o mancata risposta: potrai ricorrere contro la decisione della banca

Si prevede, inoltre, come le contestazioni che potrai inviare dovranno essere specifiche, cioè riguardare una transazione particolare, e non essere genericamente riferite, ad esempio, al saldo.

CONTESTARE L’ESTRATTO CONTO CON L’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO

Potrai ricorrere, nel caso di risposta negativa oppure di mancata risposta, all’arbitro bancario finanziario, un organismo indipendente ed imparziale.

Per fare ricorso all’arbitro dovrai

  • Compilare l’apposito modulo che potrai anche richiedere alla tua banca
  • Versare il contributo spese alla Banca d’Italia con bonifico bancario, contanti oppure bollettino

Nel momento in cui avrai presentato il tuo ricorso dovrai anche presentarne una copia alla tua banca.

E da qui entro 45 giorni la banca dovrà inviare alla segreteria dell’arbitro delle controdeduzioni. Si aprirà un’istruttoria ed entro il termine di 60 giorni da quando l’arbitro avrà ricevuto le documentazioni dovrà pronunciarsi.

Se il ricorso sarà accolto si obbligherà la banca ad adempiere, indicando anche i termini, altrimenti avrai la possibilità, a questo punto, di ricorrere direttamente al giudice ordinario.

Read more