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Archives for Difesa Utenti

Buoni Fruttiferi Postali: Liquidati come da Tabella sul retro

 

La questione relativa ai BFP della serie Q/P è, ormai da anni, oggetto di disputa tra consumatori e le Poste Italiane.

Una nuova decisione dell’Arbitro Bancario finanziario conferma che i buoni della serie P/Q vanno liquidati come da tabella sul retro.

Ma Cosa Era Successo?

Molti consumatori si sono visti rimborsare per i Buoni emessi da Poste dopo il luglio 1986 e di durata trentennale meno di quanto riportato dalla tabella indicata sul retro del buono e di quanto avessero sottoscritto al momento dell’acquisto.

Questo è stato dovuto alla scelta di Poste di liquidare i Buoni serie P/Q come quelli della serie Q con un tasso di interesse minore, come modificato dall’art. 5 del Decreto Ministeriale emesso nel 1986.

Per un periodo, Poste ha utilizzato Buoni della serie P trasformandoli in Q, con la semplice apposizione di timbri che prevedevano tassi inferiori rispetto alla precedente serie.

La serie Q stabiliva tassi fino al 20° anno e per i successivi anni dal 21 al 30 anno, alcuni Buoni avrebbero reso lire 285.150 per ogni singolo anno; altri lire 1.290.751 ed altri ancora lire 1.777.400.

Su alcuni di essi, invece, non è stato apposto alcun Timbro!

Insomma un vero caos!!

Che ha consentito a Poste di liquidare i buoni applicando i tassi più svantaggiosi per i consumatori con somme decurtate di oltre il 30%.

Quali le novità?

L’arbitro Bancario finanziario con una Nuova decisione la n.6142/2020 conferma l’ orientamento che questa tipologia di Buoni vada liquidata come da tabella sul retro, applicando, pertanto, i tassi più vantaggiosi per il cliente consumatore.

Conclusione

Visionate i vostri Buoni e se appartengono alla serie P/Q fateli periziare, anche se li avete già incassati, potrete ottenere il rimborso di quanto decurtato da Poste.

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NOVITA' Bonus Bollette

NOVITA’ per i bonus Bollette luce gas e acqua

Nuove proroghe per le utenze di acqua, luce e gas”

E’ quanto ha dichiarato e previsto dall’ARERA ,l’autorità di regolazione per l’Energia Reti e Ambiente per l’energia.

Il perdurare dell’emergenza Covid 19 ha imposto nuove formule che sostengano consumatori ed imprese in questo difficile momento.

L’Arera ha deciso di allungare la validità dei bonus sociali e di prorogare i distacchi delle utenze morose.

L’applicazione del bonus consente di risparmiare fino al 20% della spesa annua di energia elettrica con un risparmio per le famiglia che varia dai 125 ai 173 euro annui.

Ma vediamo nel dettaglio.

Chi può accedere ai BONUS Sociali per le Utenze?

Persone in stato di indigenza con ISEE non superiore a 8.256 euro;

Famiglie con persona gravemente malata;

Famiglie numerose con almeno 4 figlie ed ISEE entro i 20 mila euro;

Titolari di reddito di cittadinanza con ISEE entro gli 8.256 euro;

Quali sono i BONUS?

In merito ai bonus l’Autorità ha previsto:

la prorogo dallo stesso fino a luglio 2020;

la possibilità di rinnovare la domanda di Bonus;

l’applicazione dello sconto, continuativo e retroattivo a partire dalla data di scadenza della prima domanda;

la proroga di rinnovo per 12 mesi direttamente in bolletta.

Dove e come fare la domanda?

La domanda va presentata tramite il Comune di residenza o Ente abilitato quali Caf e Patronato.

I documenti richiesti sono: Modulo A , con due allegati CF e FN , rilasciati dall’ente o dai CAF (vi consigliamo di portare con voi una fattura delle vostre utenze per indicare il codice cliente, il POD e la tipologia di fornitura);

Attestazione ISEE

Copia carta di identità

Nei casi di richiesta per disagio fisico ( persona malata) è necessario munirsi di documentazione medica attestata dall’ASL.

Proroghe delle Utenze morose

L’Arera ha previsto la proroga della sospensione delle utenze morose ad uso domestico.

Tali utenze, che risultavano in morosità già prima del 10 marzo saranno riattivate fino al 17 maggio 2020 con la possibilità di rateizzare l’importo moroso senza interessi.

Conclusioni

L’Arera comunica direttamente in bolletta l’applicazione del bonus

In seguito lo stesso verrà erogato con la voce Totale servizi di rete- Quota Fissa.

 

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Mutui e finanziamenti sospesi fino a dicembre 2020

 

Mutui e finanziamenti sospesi fino a dicembre 2020

La situazione straordinaria che stiamo vivendo dovuta alla presenza del Covid 19 ha comportato una serie di provvedimenti del Governo atti ad agevolare la liquidità delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi attraverso al sospensione e/o allungamento dei mutui e finanziamenti.

Ma, se da un lato, tali misure appaiono sufficienti a favorire una liquidità, non oberando i titolari di imprese del pagamento delle rate e posticipando le stesse al 31/12/2020, dall’altro rimandano solo il problema costringendo coloro che le richiedono ad apporre ulteriori garanzie al loro debito.

Chi può accedere alle misure, previste dal Cura Italia?

Potranno richiedere le misure solo le Piccole e Medie Imprese italiane “in bonis” cioè quelle che al momento della richiesta non hanno posizioni debitorie aperte.

Le richieste potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2020

Quali sono i provvedimenti ?

  • Per i mutui e leasing, in essere fino al 31/01/2020, è prevista una sospensione fino a 12 mesi della quota capitale; e/o, l’allungamento del piano di ammortamento fino al 100% della durata residua in essere al 31/01/2020;
  • per i finanziamenti a breve ( scadenze di fatture e/o Ri.BA), una proroga fino ad un massimo di 270 giorni;
  • per il credito agrario di conduzione una proroga scadenze fino a 120 giorni.

Ulteriori casi:

  • Per i mutui l’accesso alla richiesta di sospensione, potrà avvenire anche per coloro che hanno rate già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da meno di 90 giorni alla data di presentazione della domanda;
  • o che non hanno già ottenuto la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda;
  • Per il finanziamento che presenti una o più rate scadute e non pagate, il periodo di sospensione decorre a partire dalla prima rata non pagata.
  • Per i finanziamenti Sabatini, la sospensione è ammessa solo nei casi in cui non comporti il superamento della durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto.

Dove richiedere le misure?

Le misure saranno erogate dalle Banche, che  potranno disporre in autonomia, attivando anche  agevolazioni maggiori a quelle previste, o rimodulando i tassi di interessi sottoscritti o richiedendo ulteriori garanzie.

Conclusioni

Tali misure consentiranno una liquidità momentanea, speriamo che basti!!

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Covid 19: rimborsi aerei

 

L’emergenza sanitaria del Covid 19 ha comportato misure di restrizione della mobilità pubblica e privata.

A risentirne sono stati soprattutto i trasporti aerei con il blocco totale degli spostamenti nazionali ed internazionali.

Lo stop agli spostamenti previsto dal decreto “Cura Italia” sarà fino al 18 maggio.

Nel mentre è possibile richiedere i rimborsi dei voli cancellati direttamente alle compagnie aerea.

In presenza di una assicurazione per il viaggio, la domanda di rimborso non dovrà essere presentata a quest’ultima, bensì alla compagnia aerea.

Questo perchè la causa di forza maggiore prevede il rimborso direttamente dal vettore e non della compagnia assicurativa.

 

Chi può richiedere il rimborso:

l decreto prevede rimborsi per i viaggi in aereo, ed altri mezzi quali bus, traghetto o treno acquistati da:

  • persone residenti o domiciliate in Italia;
  • persone che hanno prenotato soggiorni o viaggi per turismo;
  • persone che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici, manifestazioni o eventi pubblici e privati, anche culturali, ludici, sportivi e religiosi sul territorio nazionale annullati a causa dell’emergenza sanitaria;
  • persone che hanno acquistato un biglietto con destinazioni estere dove sia stato impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in seguito alla situazione emergenziale Covid-19.

Come si procede per ottenere il rimborso:

La richiesta di rimborso deve essere inoltrata alla compagnia aerea allegando il proprio biglietto:

  • entro 30 giorni dalla fine del divieto imposto che oggi è il 17 maggio 2020.
  • entro 30 giorni dall’annullamento del volo;
  • entro 30 giorni dal giorno di partenza del volo;

    Il vettore entro 15 giorni dalla richiesta deve disporre il rimborso integrale del biglietto o procedere all’emissione di un voucher di pari importo valevole per 12 mesi.

INFO PEC

Elenco degli indirizzi pec delle principali Compagnie Aeree dove inviare la domanda di rimborso

AEROFLOT RUSSIAN AIRLINES AEROFLOT@LEGALMAIL.IT

AIR CHINA AIRCHINA.ROMA@PEC.IT

AMERICAN AIRLINES 06704950580RI@LEGALMAIL.IT

AIR ITALY AIRITALY@PEC.IT

AIR FRANCE AFADMIN@PEC.AFKL.IT

ALITALIA AMMINISTRAZIONESTRAORDINARIA.PEC@GRUPPO.ALITALIA.IT

BLUE PANORAMA AIRLINES BLUEPANORAMAAIRLINES@LEGALMAIL.IT

BRITISH AIRWAYS BRITISHAIRWAYSPLC@PEC.IT

EASYJET EASYJET@LEGALMAIL.IT

KLM KLMADMIN@PEC.AFKL.IT

LUFTHANSA AMMINISTRAZIONE.LH@PEC.IT

RYANAIR FRITALY@LEGALMAIL.IT

TAP PORTUGAL TAP.PORTUGAL@LEGALMAIL.IT

TURKISH AIRLINES TURKISHAIRLINES@LEGALMAIL.IT

VUELING AIRLINES VUELINGAIRLINESITALY@LEGALMAIL.IT

 

CONCLUSIONI

La procedura è molto semplice ma i tempi indicati spesso non vengono rispettati per la presenza di numerose domande che non riescono ad essere evase in questo periodo.

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Le nuove banche digitali, un mercato in espansione

Le CHALLANGE BANK, questo il nome delle nuove banche digitali stanno rivoluzionando il mercato del settore bancario.

Presenti già da tempo in Europa e nel Mondo stanno acquisendo clienti anche in Italia. Le banche sono autorizzate da enti

regolatori di una delle nazioni della comunità europea.

 

Come funzionano?

 

La novità di queste banche è che le stesse non hanno bisogno di sedi e filiali fisiche.

Tutte le operazioni vengono effettuate online tramite le piattaforme di mobile banking, attraverso i propri

smartphone e tablet.

 

Quali sono i servizi offerti?

E’ possibile visionare i propri conti correnti totalmente online ed effettuare le seguenti operazioni:

  • verifica del proprio saldo e della lista movimenti;
  • effettuare trasferimenti di denaro in tempo reale ad altri utilizzatori del servizio;
  • effettuare e ricevere bonifici tramite un vero conto corrente con IBAN europeo;
  • effettuare dei trasferimenti di denaro non solo in euro ma anche in altre 19 valute;
  • impostare dei propri obiettivi di risparmio attraverso la creazione di “salvadanai” virtuali;
  • utilizzare la propria carta di debito, spedita al proprio indirizzo, per pagamenti e prelievi

 

Come si attivano i conti?

La richiesta viene fatta direttamente online sul sito internet e dopo l’apertura del conto viene inviata una carta di

credito che consente di disporre del proprio denaro.

 

Quali sono le Challenge bank più accreditate oggi?

La Banca N26, nata in Germania del 2015, è diventata una delle aziende principali del settore con

ben oltre 2.3 Milioni di clienti attivi in tutta Europa e un capitale di deposi sui conti correnti di oltre 1 miliardo di Euro;

    la Banca Revolut , banca inglese nata nel 2015. Conta più di 3 Milioni di clienti e un tasso di apertura giornaliero

di nuovi conti correnti di circa 8000 al giorno. Ogni mese conta transazioni con un contro valore di più di 3 Miliardi di dollari;

 la Banca Monzo, anch’ essa nata nel 2015 nel Regno Unito, risulta essere una banca mobile only. Il suo utilizzo è infatti legato

all’installazione nel proprio smartphone della loro app proprietaria. Conta già più di 500 dipendenti e più di 1.5 Milioni di clienti.

 

Conclusioni

Le nuove banche consentiranno sempre più un accesso semplice e veloce al credito ed un abbassamento dei costi di gestione dei conti corrente.

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Mancato pagamento delle rate finanziate? I rischi e le segnalazioni alle banche dati

 

Mancato pagamento delle rate finanziate? I rischi e le segnalazioni alle banche dati

Oggi giorno è facile ricorrere alla richiesta di credito presso finanziarie o istituti di credito per acquistare i beni di consumo o altre necessità legate a mancanza di liquidità.

Esistono tante opportunità per ottenere un prestito nelle forme più svariate ma con tassi davvero pesanti.

Spesso, la necessità di una somma, fa la fortuna delle finanziarie!!

Il consumatore, ignaro del vero tasso applicato, e mosso dalla necessità, si ritrova alla fine del finanziamento ad aver pagato il doppio della somma richiesta!!

Queste le ragioni per le quali non si riesce ad estinguere un finanziamento nei tempi previsti.

In altri casi sono le necessità quotidiane, che fanno incorrere il consumatore in un mancato pagamento delle rate.

Ma cosa succede in questi casi?

La prima cosa è che si viene segnalati come cattivi pagatori.

Queste segnalazioni vengono fatte sulle banche dati finanziarie.

Una volta avuta la segnalazione sarà necessario far passare del tempo per poter nuovamente accedere ad un credito.

Si tratta di una sorta di ‘fedina penale creditizia’ che rende malvisti da qualsiasi potenziale creditore a cui ci si rivolge per un altro prestito.

Tutti i debiti con le banche o le finanziarie vengono registrati alla Centrale Rischi della Banca d’Italia ed altri Sistemi di informazioni creditizie, come il Crif.

Basterà non pagare tre rate successive di un finanziamento o altro e si viene iscritti.

Per quanto tempo si rimane iscritti?

Il tempo varia a seconda della gravità del debito accumulato e permane anche dopo che lo stesso è stato estinto, si va dai 12 ai 36 mesi.

Conclusioni

Ebbene sapere che è possibile richiedere la cancellazione dalle banche date prima del tempo indicato, se il finanziamento è stato estinto e non risultano ulteriori debiti.

 

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Buoni fruttiferi postali cointestati: cosa fare in caso di decesso dell’intestatario

 

I buoni fruttiferi Postali sono uno strumento di investimento sicuro perché possono essere rimborsati in ogni momento e sono garantiti dallo Stato Italiano ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Negli ultimi anni, i buoni fruttiferi sono stati oggetto di diatribe tra i risparmiatori e Poste italiane.

In particolare la serie P diventata Q, ha visto il mancato riconoscimento da parte di Poste dei tassi di interesse maturati come indicati da tabella presente sul retro del buono.

Le Poste Italiane hanno mantenuto un comportamento ostruzionistico anche in presenza di buoni con intestatari defunti, richiedendo di compiere una serie di adempimenti burocratici (certificato di morte del cointestatario, dichiarazione di successione..) e rimborsando in tempi lunghi.

Ma cosa accade se muore l’intestatario?

Quando l’intestatario del buono muore, il rendimento dello stesso cade in successione.

Gli eredi  dovranno presentare alle Poste il certificato di morte del defunto e compilare tutti i documenti inerenti

all’apertura della pratica di successione, per ottenere il rimborso.

E se il buono è cointestato?

Nel caso di buoni cointestati che riportino la clausola pfr (pari facoltà) se uno dei cointestatari muore, il buono non sarà oggetto di successione ma dovrà essere rimborsato per intero all’intestatario vivente.

E’ quanto sancito con sentenza dalla Corte meneghina che ha affermato: “ai buoni fruttiferi postali con clausola di pari facoltà di rimborso emessi antecedentemente all’entrata in vigore del D.M. 19.12.2000 debba applicarsi la disciplina contenuta nel D.P.R. n. 156/1973 e nell’art. 208 del regolamento di esecuzione del 1989”.

Pertanto, in applicazione della suddetta normativa, il rimborso del buono fruttifero non è subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione e consente al portatore e cointestatario del titolo di avvalersi della clausola di pari facoltà di rimborso e richiedere all’ufficio postale l’ emissione del pagamento dell’intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria, anche nell’ipotesi di altro cointestatario del medesimo buono, la quietanza congiunta degli aventi diritto.

Conclusioni

La morte del cointestatario non estingue il diritto del concreditore a ritirare l’intero capitale del buono postale.

Se vi trovate in casi simili, recatevi alle poste e pretendete il pagamento dell’intero buono!!!

 

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Obbligo dei Seggiolini anti abbandono: Tutte le novità

Obbligo dei Seggiolini anti abbandono: Tutte le novità

Da febbraio 2020 scatterà l’obbligo di installare sulla propria auto i seggiolini anti  abbandono– o seggiolini salvabimbi – per i bambini con età da 0 a 4 anni.

 

Tale obbligo è stato codificato con la legge n.117/2018 che ha integrato l’art. 172 del Nuovo codice della strada, per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli ed evitare i tragici casi di cronaca avvenuti negli ultimi anni.

Cosa prevede la legge

Le modifiche all’articolo 172 del codice della strada, prevedono l’obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l’abbandono di bambini nei veicoli chiusi.

In particolare saranno obbligati all’installazione : I conducenti di veicoli M1, N1, N2, N3 immatricolati o guidati in Italia, che trasportano bambini sotto i 4 anni di età.

Come funziona effettivamente il dispositivo?

Si tratta di un meccanismo in grado di attivarsi automaticamente e di dare un segnale al conducente al momento dell’attivazione. Il dispositivo darà un allarme con segnali visivi ed acustici, percepibili sia dentro che fuori dalla vettura.

L’equipaggiamento potrà aggiungersi ai normali seggiolini già acquistati, anche se saranno in arrivo seggiolini con il dispositivo integrato.

La legge prevede che il dispositivo possa essere collegato ad un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o di chiamate.

Quanto costa il seggiolino anti abbandono

Il prezzo per il dispositivo attualmente parte da 50 auro per arrivare ai 100 euro.

Quali sono gli incentivi?

Per agevolare l’acquisto di dispositivi di allarme volti a prevenire l’abbandono dei bambini nei veicoli, sono state preventivate delle agevolazioni fiscali limitate nel tempo, per sapere effettivamente il loro ammontare e i soggetti che ne potranno beneficiare, occorre attendere la legge di Bilancio 2020.

 

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Telefonia nuovi rincari sulle tariffe: come difendersi

Settembre è stato il mese dei rincari telefonici, già anticipati quest’estate.

Numerose compagnie hanno disposto la rimodulazione dei piani tariffari sui clienti già attivi attraverso l’invio dei famosi sms per la linea mobile e delle informative per la linea fissa.

Quali gli aumenti?

I rincari previsti dai gestori variano da un minimo di 0,89 a 5 euro a seconda se si tratti di rete fissa o mobile o internet.

Le compagnie telefoniche affiancano alla notizia dell’aumento degli OMAGGI, come ad esempio minuti illimitati gratis, pacchetti di gigabyte aggiuntivi da consumare in un mese, per invogliare il consumatore a rimanere con loro.

Sempre più spesso tali omaggi non ci sono e l’aumento tariffario risulta essere una modifica unilaterale delle condizioni economiche del contratto.

Come Funziona?

L’art. 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche e dei regolamenti dell’Agcom, prevede che le compagnie telefoniche possono modificare i costi e la composizione delle tariffe.

Le stesse sono tenuti a comunicare agli utenti interessati, con adeguato preavviso non inferiore a 30 giorni, il contenuto delle modifiche e i motivi che le giustificano, la data di entrata in vigore delle stesse e l’informativa completa sul diritto di recedere dal contratto senza penali.

Le informazioni sulle variazioni di prezzo devono essere comunicate agli utenti con qualsiasi mezzo e fornite in maniera chiara, trasparente ed esaustiva e secondo modalità precise, attraverso apposite informative pubblicitarie sul proprio sito web, presso i punti vendita e per le utenze mobili, tramite l’invio alle utenze interessate di un sms.

Come difendersi?

La prima regola è quella di cambiare operatore telefonico, ma prima bisogna inviare una e-mail di recesso al servizio clienti del vecchio gestore o chiamarlo e parlare con un operatore.

Il passaggio al nuovo gestore che offre una tariffa più conveniente è gratuito fino al giorno prima dell’entrata in vigore delle modifiche contrattuali annunciate.

Quali gli aumenti di telefonia annunciati dai diversi gestori.

  • Tre, prevede aumenti per la tariffa All-In: il costo mensile sarà maggiorato di 1,49 euro, 1,99 euro o 2 euro in base all’offerta sottoscritta, con la possibilità di aggiungere gratuitamente per un anno la promozione 50 Giga in più al mese.
  • Wind, prevede aumenti sulla tariffa Wind Smart: da 1,91 euro, 1,99 euro, 2 euro, 2,08 euro, con l’omaggio dei 50 Giga mensili. Per la linea fissa invece, le offerte Noi Tutti e Noi Tutti Unlimited prevedono rincari di 0,99 euro, 1,50 euro e 1,99 euro, con la possibilità di scegliere fra due omaggi: i 50 Giga aggiuntivi al mese, oppure un anno di chiamate nazionali illimitate.Vodafoine
  • Vodafone, attiva aumenti di 1,98 euro al mese a partire dal 2 settembre offrendo, in alcuni casi, 20 Giga in omaggio al mese.
  • TIM, attiva i rincari sulle offerte TIM Ten Go, TIM Planet Go e TIM Special Old, il cui costo mensile è salito di 1,99 euro.

In conclusione

Leggete con attenzione le comunicazione dei gestori telefonici verificando le modifiche contrattuali ed i tempi di recesso.

Solo così potrete tutelare i vostri diritti, in mancanza ci pensiamo noi di DIFESA UTENTI.!!!

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Telefonia : la truffa dei VAS

L’uso dei cellulari per la navigazione in internet è ormai consolidato.

Mentre si naviga è’ facile imbattersi in banner pubblicitari che attivano servizi in abbonamento a pagamento: si tratta dei VAS

 

Cosa sono?

 

Per VAS, si intende nella telefonia mobile i Servizi a Valore Aggiunto il cui intento è quello di fornire prestazioni aggiuntive rispetto ai servizi “di base” previsti dal fornitore mobile.

 

Come si attivano?

 

Si attivano in autonomia con un semplice click distratto, fatto spesso nella consultazione di una pagine online.

 

Si clicca sul link di una pagina e invece di arrivare effettivamente su quella pagina ci si vede reindirizzare sulla pagina di un sito a pagamento, che si tratti di giochi online, porno, oroscopi, news di settore o contenuti come suonerie e immagini per il cellulare ed in automatica ci si ritrova con addebiti sul credito SIM.

 

Per l’attivazione degli stessi non è richiesto alcun consenso, non si riceve alcuna notifica e spesso sono ardui da disattivare.

 

I costi di attivazione dei VAS sono molto cari, soprattutto se non ci si accorge per parecchio tempo dell’avvenuto pagamento, ci si ritrova con decine di euro che vengono volatilizzati dal credito per servizi non voluti, né richiesti né sfruttati.

 

Quello dei VAS è un business legittimo che non può essere impedito dalle autorità competenti; ma che, al contempo, viene spesso effettuato su una clientela ignara di essersi accollata i costi di un abbonamento “per sbaglio”, semplicemente navigando in internet e cliccando ingenuamente su un link sospetto o nascosto.

 

Cosa fare?

 

L’Agcom sta attivando una procedura di sicurezza per tutti i tipi di servizi “premium” degli operatori di servizi mobile.

La procedura prevede due step: un primo passo è quello dell’acquisizione di consenso consapevole.

Sarà obbligatorio disporre un doppio consenso al servizio.

Un primo click per registrare il consenso ed un secondo click per confermare la volontà di acquisto del servizio premium con relativo addebito sul conto residuo del telefono.

 

Il secondo step è di tipo informativo: si tratta di un numero verde di Customer Care che servirà a informare l’utente dei servizi a pagamento attivi sul suo numero telefonico. Il numero, gratuito e attivo 24 ore su 24, è 800.44.22.99!!

 

Come difendersi dai VAS?

 

  • Connettersi tramite wifi.

Questo sistema permette di evitare di fare la richiesta di connessione al DNS del fornitore mobile, saltando il rischio che questo devi tale richiesta verso un indirizzo IP diverso rispetto a quello richiesto e a pagamento.

  • Usare la Blacklist

Annotare gli indirizzi dei siti a pagamento che si incontrano nel tempo ed inserirli nella lista nera dei siti bloccati.

  • Utilizzare la modalità desktop sul cellulare

Tale tipo di navigazione non consente il reindirizzamento del sito e non comporta la visualizzazione di banner adottati per l’attivazione dei VAS.

 

Come rimediare all’attivazione

 

Disporre l’immediata disattivazione del servizio contattando il servizio clienti della propria compagnia telefonica. Nel contempo richiedere, quando è possibile, il risarcimento per un servizio non richiesto.

In conclusione

Navigare con prudenza e tranquillità consentirà di non incappare in queste truffe!!

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