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Archives for Difesa Utenti

False polizze assicurative on line: come difendersi

Il settore assicurativo, negli ultimi anni, ha subito notevoli aumenti ciò ha comportato la ricerca, da parte degli utenti, di compagnie assicurative più insolite alla ricerca di prezzi sempre più competitivi.

La maggior convenienza si ritrova su siti di assicurazioni presenti in Rete, che attivano polizze vantaggiose per auto ma anche natanti e case.

Si tratta di siti di compagnie minori, ma il più delle volte sono siti utilizzati al fine di truffare i poveri utenti e far stipulare polizze false.

La Guardia di Finanza ha oscurato circa 220 siti internet che vendevano false polizze assicurative.

Come funziona la truffa?

I siti internet utilizzano spesso loghi di compagnie molto conosciute.

Le stesse si presentano come partners delle compagnie più famose e fanno sottoscrivere agli utenti vantaggiose polizze per le assicurazione dell’auto.

Quali sono le conseguenze?

La polizza sottoscritta è del tutto nulla, pertanto non ha valore nei confronti dei terzi.

In caso di RC AUTO, l’utente, oltre alla perdita di denaro, può incorrere in una multa con sequestro del veicolo ed è obbligato a risarcire personalmente i danni in caso di incidente.

Come difendersi?

  • Verificare l’indirizzo web del sito sul quale si naviga facendo attenzione che lo stesso cominci con https;

 

  • Verificare che il nome della società che ci presenta il preventivo sia inserito nell’elenco delle compagnie autorizzate ad operare in Italia, disponibile sul sito dell’IVASS;

 

  • Verificare al momento del preventivo, le voci relative ai massimali previsti e alle franchigie, il risparmio può essere dovuto alla presenza delle stesse e alla mancata copertura di voci in caso di incidente;

 

  • Disporre pagamenti tracciabili: anche di fronte alla proposta di sconti incredibili, meglio non effettuare pagamenti su carte prepagate o altre metodologie poco chiare;

 

  • Assicurarsi di ricevere l’intera documentazione necessaria a chiusura del contratto.

Conclusione

Utilizzate i nostri consigli al fine di scegliere le proposte con maggiori garanzie.

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Spot pubblicitari personalizzati sulle smart TV: Cosa sono e come difendersi

Oggi quasi tutti hanno una tv che si collega ad internet, (Smart TV) e consente di vedere in diretta tutto quello che si vuole.

 

Ma se da un lato la possibilità di navigare con la tv ci consente di spaziare da documentari a film di ogni genere e serie televisive all’ultima moda, dall’altro fornisce informazioni sulle nostre abitudini consentendo alle società in internet di conoscere la nostra ubicazione geografica, la fascia d’età, il sesso,  i gusti e le abitudini di consumo così da realizzare una pubblicità “su misura”!!

 

Cos’è la pubblicità su misura?

 

Si tratta di PUBBLICITA’ mirata che si sostanzia in messaggi pubblicitari confezionati ad hoc in funzione dello spettatore.

Non si è obbligati a vederle, è necessario dare il proprio consenso!

 

Le pubblicità mirate, sono in arrivo sulle nostre TV.

Nicola Bernardi, Presidente Federprivacy, sottolinea come questo nuovo settore apra “criticità su vari fronti riguardanti i diritti fondamentali dell’individuo, con potenziali rischi di discriminazione e condizionamento delle opinioni personali, e non per ultimo sul rispetto della normativa sulla privacy.”

 

 

Il Regolamento UE n.679/2016 aiuta i consumatori a difendersi, prescrivendo

che l’utente debba esprimere in modo consapevole il proprio consenso dopo essere stato informato in maniera chiara e trasparente.

L’utente, inoltre, ha il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso all’utilizzo delle proprie abitudini ai fini pubblicitari.

Nei casi di modalità contrarie a quelle prescritte l’azienda è soggetta a multe fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo globale.

 

Conclusioni

 

Quando scegliete una Tv smart sappiate che potete andare incontro a queste nuove forme di pubblicità, quindi leggete bene e se vi chiedono il consenso per qualcosa, prima di dare l’ok assicuratevi di avere capito bene per che cosa!! E ricordate che potete in ogni momento revocare il consenso!!

 

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Arrivano i rimborsi per i Risparmiatori truffati dalle banche

Arriva finalmente una risposta per tutti i risparmiatori vittime dei crack bancari.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale, che delinea le modalità di rimborso e le categorie interessate ad accedere al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), istituito con la legge del 30 dicembre 2018 n.145  presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’apertura del Portale per la presentazione delle istanze, solo online,  è avvenuta il 22 agosto, da quella data entro i prossimi 180 giorni i cittadini “truffati” potranno quindi registrarsi, compilare la domanda da firmare e inviare il tutto con i dovuti allegati per via telematica.

 

Chi ha diritto ai rimborsi

 

Tutti i risparmiatori  in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018.

In particolare,  le persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.

Gli indennizzi spettano anche ai loro successori mortis causa o al coniuge, al convivente more uxorio o di fatto, ai parenti entro il secondo grado, in possesso di tali strumenti finanziari.

Sono oggetto di indennizzo le azioni e obbligazioni subordinate emesse da 11 istituti di credito:

Popolare di Vicenza,

Veneto Banca,

Banca Etruria,

Banca Marche,

CariChieti,

CariFerrara,

Credito cooperativo padovano,

Banca Brutia, Banca popolare delle province calabre,

Banca di Paceco

Credito cooperativo interprovinciale Veneto.

 

A quanto ammontano gli indennizzi?

 

Il Fondo mette a disposizione circa a un miliardo e mezzo di euro. Sono previsti indennizzi per il 30% delle somme agli ex azionisti mentre si arriva al 95% di rimborso per gli obbligazionisti. Le percentuali potranno essere incrementate se negli anni 2019, 2020 e 2021 i rimborsi complessivamente erogati secondo il piano di riparto si rivelano inferiori alla previsione di spesa per l’esercizio finanziario.

 

Come verranno erogati gli indennizzi

 

Per quanto riguarda l’erogazione, gli indennizzi saranno automatici per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35mila euro annui o un patrimonio immobiliare al di sotto dei 100mila euro.

Le somme verranno liquidate con bonifico bancario o postale, con precedenza per chi ha diritto a rimborsi fino a 50mila euro.

 

Come inviare le domande

 

I risparmiatori in possesso dei titoli indennizzabili possono presentare domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il Portale informatico reso disponibile sul sito fondoindennizzorisparmiatori.consap.it.

Sul Portale della Consap sarà possibile registrarsi, compilare in modo guidato la domanda in tutte le sue parti, caricare gli allegati richiesti, produrre la domanda compilata in formato pdf da stampare e firmare, caricare la domanda firmata e infine inviarla telematicamente.

 

Conclusioni

 

L’introduzione del Fondo è stata una risposta ai circa 200mila tra azionisti e obbligazionisti vittime delle banche, che oggi grazie al portale possono ottenere una parte dei loro risparmi.

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Bollette a 28 giorni, qual è la situazione attuale

 

Le  bollette a 28 giorni sono state un tema molto discusso sia dalla clientela sia dagli operatori telefonici.

Questo perché addebitare l’importo di una bolletta, sia essa di un abbonamento o di una ricaricabile, ogni 4 settimane risultava poco corretto per il cliente.

Per questo sono stati fatti numerosi ricorsi che, nella maggior parte dei casi, hanno visto vittoriose le associazioni di consumatori e gli stessi gruppi di clienti.

Ora è necessario fare il punto della situazione, in modo da capire come muoversi e quali siano i reali diritti delle persone che avessero costituito un contratto con un operatore telefonico che avesse applicato questo tipo di tecnica.

La situazione per Telecom

La notizia più recente riguarda Telecom Italia. Infatti, il 5 luglio 2019 il Consiglio di Stato si è occupato di respingere la richiesta dell’azienda di telefonia in merito alla possibilità di estendere la sospensione dei rimborsi verso i clienti fino alla decisione riferita al ricorso stesso.

Quindi, i giudici amministrativi si sono occupati di rigettare il ricorso di Telecom contro la delibera AGCOM del 2017 che stabiliva la necessità di prevedere dei rimborsi in favore degli utenti che fossero stati danneggiati economicamente dalle bollette a 28 giorni.

Una vittoria, quindi, ulteriore per i consumatori e per i loro diritti.

Questa decisione si aggiunge a quelle del 21 maggio, giornata nella quale il Consiglio di Stato aveva già respinto le richieste analoghe di Vodafone, Wind e Fastweb.

Bollette a 28 giorni, che cosa succede ora?

Dopo la decisione del Consiglio di Stato ci si potrebbe chiedere che cosa accadrà concretamente alle bollette e ai diritti dei consumatori.

Bisogna ricordare come davanti al Consiglio di Stato fosse intervenuto direttamente il Codacons, che aveva dato vita proprio alle diverse pronunce degli organismi amministrativi.

Ora sarà necessario attendere la pubblicazione delle recenti decisioni del Consiglio di Stato in merito ai diversi operatori telefonici.

Nel caso in cui i ricorsi che sono stati proposti dalle compagnie telefoniche fossero rigettati, inizierà la fase dei rimborsi.

Ogni utente che abbia costituito questo tipo di contratto avrà diritto ad un rimborso che andrà dai 30 ai 50 euro.

Nelle ultime settimane moltissime aziende telefoniche stanno cercando di tamponare la situazione offrendo ai propri clienti delle specie di rimborsi “a latere” costituiti da minuti e giga gratuiti.

Tuttavia, e questo è necessariamente da specificare, questi “regali” non fanno parte del rimborso vero e proprio che dovrà comunque essere corrisposto ai clienti.

Perché per le bollette a 28 giorni si parla di pratica scorretta

La pratica scorretta delle bollette a 28 giorni era già stata evidenziata nell’autunno del 2017.

Infatti, si sottolineava come facendo pagare il proprio abbonamento ogni 28 giorni, alla fine dell’anno si arrivasse non a pretendere le giuste 12 bollette annuali, ma 13.

Agcom e Antitrust si sono già occupate di multare diverse volte le compagnie telefoniche, e si è giunti anche ad una legge che oggi vieta questo tipo di comportamento.

I primi rimborsi sarebbero dovuti arrivare già entro il 31 dicembre del 2018, ma la prima scadenza è stata rimandata prima al 31 marzo 2019, ed ora c’è stato un nuovo slittamento in avanti, che probabilmente rientrerà a seguito delle diverse decisioni che sono state prese dal Consiglio di Stato.

Se, quindi, anche tu fai parte dei consumatori che hanno avuto una fatturazione effettuata non ogni mese, ma ogni 28 giorni, cerca di monitorare la situazione, sia mantenendoti aggiornato, sia valutando il comportamento del tuo operatore telefonico, che dovrà essere rispettoso di queste regolamentazioni e anche delle pronunce che sono state appena effettuate dai giudici amministrativi.

 

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Bollette dell’acqua : In arrivo novità per gli utenti morosi

L’ARERA  “’Autorità di Regolazione per Energia , Reti e Ambiente,” ha fissato le nuove regole per disporre la sospensione e risoluzione del contratto in caso di utenti  morosi, cioè non in regola coi pagamenti della fornitura idrica.

Dal gennaio 2020 queste regole saranno operative e finirà il far west che vede distacchi senza spiegazioni e senza avvisi.

Le misure adottate mirano al contenimento delle morosità nel rispetto dell’utente tenendo conto della situazione economico finanziaria dello stesso.

In particolare l’Arera precisa che anche in presenza di morosità i clienti appartenenti alle seguenti categorie non subiranno il distacco:

  • Utenti domestici residenti in documentato disagio economico
  • Utenze ad uso pubblico ( ospedali, case di cura e di assistenza, presidi operativi di emergenza, carceri, istituti scolastici).

Come avviene la sospensione?

Prima di qualsiasi distacco è previsto un iter ben preciso che la società idrica dovrà seguire per informare l’utente moroso che, in caso di mancato adeguamento, subirà il distacco della fornitura.

  • Sollecito bonario di pagamento, in forma cartacea o tramite PEC, che avverrà 10 giorni dopo la scadenza della fattura, fatto salvo i casi di richiesta di rateizzazione;
  • Costituzione in mora dopo 25 giorni dall’invio della fattura e dopo il sollecito di pagamento;
  • Rateizzazione dei pagamenti aventi durata minima 12 mesi.

Chi sarà soggetto al distacco in caso di morosità?

Gli utenti delle utenze domestiche che a seguito del sollecito non abbiano disposto il pagamento o richiesto rateizzazione e la sospensione idrica o la limitazione del flusso, dove possibile, sarà effettuata:

  • Entro 25 giorni dalla costituzione in mora se il mancato pagamento delle fatture non superi di 3 volte l’importo pari al corrispettivo annuo dovuto;
  • Entro 20 giorni, se il mancato pagamento delle fatture superi di 3 volte l’importo pari al corrispettivo annuo dovuto.

 Cosa cambia per le utenze condominiali?

Il gestore non può attivare la procedura di limitazione o sospensione della fornitura idrica a fronte di pagamenti parziali a condizione che questi ultimi siano effettuati entro la scadenza dei termini previsti nella comunicazione di costituzione in mora in un’unica soluzione e siano pari alla metà dell’importo dovuto.

Il gestore può disporre il distacco della fornitura, se entro 6 mesi dall’avvenuto pagamento parziale non si provveda al saldo del dovuto.

In conclusione

La sospensione idrica avverrà solo in seguito alla comunicazione del gestore, in assenza si potrà richiedere il risarcimento dei danni allo stesso anche in presenza di morosità.

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Biglietti per concerti e spettacoli, è guerra al secondary ticketing

 

Ti sarà capitato almeno una volta nella vita di voler vedere un concerto o uno spettacolo, ma di non trovare i biglietti, andati a ruba nel giro di pochi minuti.

Proprio per evitare che il bagarinaggio, effettuato sempre di più online, continui ad essere praticato senza problemi è stato apportato un emendamento alla legge di bilancio nel quale si cerca di portare avanti la guerra contro il secondary ticketing, letteralmente la rivendita di biglietti.

Vediamo in che cosa consiste la proposta che è stata effettuata, e come ci si potrà comportare in futuro nell’acquisto, e nella cessione, dei biglietti.

L’acquisto dei biglietti per spettacoli e concerti

In primo luogo, per scongiurare il rischio di bagarinaggio è stata prevista la necessità di emettere solamente biglietti nominali per concerti e spettacoli.

Questa pratica si vede già nel momento in cui si acquistino biglietti per una partita di calcio professionistico, quindi non dovrebbe stupire la sua estensione anche ad altri tipi di intrattenimento.

In realtà, già negli anni passati si sono verificati casi di denunce relative al sistema di acquisto dei biglietti, ad esempio a carico di Ticketone.

Nel 2016 la piattaforma era stata denunciata, e nell’aprile del 2017 il sito era stato condannato con la comminazione di una sanzione.

Questa riguardava soprattutto la possibilità per molti bagarini di utilizzare applicazioni automatiche per poter acquistare grandi volumi di biglietti da rivendere poi a terzi a prezzi maggiorati.

Tuttavia, dal 2016 le cose sono cambiate e sul tema è addirittura intervenuto il Parlamento Europeo.

L’organismo sovranazionale si è occupato, infatti, di emettere una Direttiva relativa alle pratiche commerciali scorrette.

La direttiva è stata emessa nei primi mesi del 2019 ed ha come obiettivo quello di impedire l’utilizzo di programmi e bot che consentano l’acquisto automatico e in massa per i biglietti di concerti e altri spettacoli.

Alla normativa sovranazionale si aggiunge anche l’emendamento alla legge di bilancio.

Questo è stato presentato dall’Onorevole Sergio Battelli. In particolare, nell’emendamento si obbligano gli emittenti a richiedere il nome del soggetto che dovrà partecipare allo spettacolo o al concerto, nello specifico nel caso in cui l’evento veda più di 5 mila partecipanti.

Quindi, nel momento in cui si dovrà entrare con il proprio biglietto saranno richiesti i documenti per il riconoscimento del soggetto. Nel caso in cui si rilevino delle irregolarità, saranno applicate delle sanzioni.

Biglietti per concerti e spettacoli, come cederlo ad altri

Tuttavia, si potrebbe obiettare che in tanti casi potrebbe succedere di non poter partecipare in prima persona al concerto o allo spettacolo e di voler cedere il biglietto a terzi.

Come ci si dovrà comportare in queste situazioni?

A partire dal 1° luglio del 2019 per poter fare questa operazione dovrà essere consentito l’accesso ad una procedura specifica da parte del sito o ente emittente.

Chi, quindi, non abbia più la possibilità di partecipare all’evento potrà rimettere in vendita il proprio biglietto all’interno delle principali piattaforme di vendita.

Si dovrà pagare una piccola tariffa e si potranno rivendere i biglietti all’originario prezzo di vendita.

Inoltre, le piattaforme dovranno consentire, come accade per altri biglietti (ad esempio, quelli del trasporto aereo) il cambio di nominativo.

Anche in questo caso, con un piccolo contributo sarà possibile optare per il cambio di titolare in modo da svolgere tutte le operazioni in modo regolare.

In conclusione

Tutte queste accortezze sono state messe in atto per evitare il secondary ticketing, ma potrà ancora accadere di trovarsi di fronte a delle irregolarità.

Per questo, i comportamenti scorretti dovranno essere immediatamente segnalati, in modo da far rispettare le regole in ogni situazione.

 

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Saldi estivi, come difendersi dagli affari non convenienti

I saldi, siano essi estivi o invernali, sono sempre molto allettanti per tutti coloro che abbiano adocchiato un prodotto durante i mesi precedenti e vogliano risparmiare qualche euro.

Tuttavia, anche durante i saldi sarà sempre necessario tenere gli occhi ben aperti, soprattutto per non arrivare a spendere cifre non convenienti o, peggio, ad acquistare della merce che non sia poi così nuova.

Ecco perché qui ti presentiamo una serie di regole che, se seguite, ti consentiranno di acquistare durante i saldi in totale sicurezza e senza sprecare il tuo denaro.

Il vademecum per i saldi estivi

I saldi estivi, e anche quelli invernali, possono essere sicuramente delle esperienze positive per chi sia accorto nel fare i propri acquisti.

Ecco, quindi, un piccolo vademecum che dovrai tenere a mente nel momento in cui deciderai di recarti nei negozi per fare i tuoi acquisti:

I prodotti difettosi

Spesso può capitare di acquistare un prodotto difettoso. In tanti casi i negozianti raccontano all’acquirente la bugia relativa ai capi non restituibili.

In realtà, anche i capi in saldo possono essere restituiti e cambiati, ed è per questo motivo che dovrai tenere lo scontrino relativo al tuo acquisto, così da comprovare l’acquisto stesso e la sua data.

Per quanto riguarda, in particolare, gli oggetti difettosi avrai due mesi di tempo per poter denunciare il problema e potrai ottenere la sostituzione o la riparazione dello stesso.

Nel caso in cui il cambio non sia possibile, ad esempio perché manca la taglia da te richiesta, avrai comunque diritto alla restituzione del denaro, e non di un buono.

Oppure potrai optare anche per una riduzione del prezzo in proporzione.

Il tipo di merce

Durante i saldi moltissimi negozianti ne approfittano per tirare fuori i così detti fondi di magazzino.

A livello legale, in realtà, il negoziante non potrà proporre alla clientela beni che non appartengano realmente alla fine della stagione.

Potrai capire che il negoziante abbia effettivamente utilizzato questa tecnica perché, ad esempio, i suoi scaffali, praticamente vuoti prima dei saldi, si popoleranno “magicamente” di merce all’inizio dei saldi.

I prezzi

Un’altra nota dolente è costituita dai prezzi. In molti casi i negozianti cercando di fare “il gioco sporco” non applicando realmente le percentuali di riduzione previste dalle etichette.

Per questo ti consigliamo di fare un giro nei negozi prima dei saldi, e anche di confrontare le merci che possono interessarti se presenti in negozi e punti vendita diversi.

La tecnica di acquisto

Per evitare di spendere troppo, cerca di definire alcuni elementi prima della tua sessione di shopping. Ad esempio, definisci ciò che vorrai realmente comprare, e anche il budget oltre il quale non andrai con i tuoi acquisti.

In questo modo non ti troverai a rimpiangere il fatto di aver speso troppo, oppure di aver acquistato oggetti dei quali non avevi realmente bisogno.

Il comportamento del negoziante

Il comportamento dei negozianti non deve cambiare nel momento in cui siano presenti i saldi.

Per questo dovrai sempre pretendere, ad esempio, che sia possibile provare i vestiti, anche se in saldo.

Diffida da coloro che ti chiedano garanzie come un anticipo su prezzo di vendita prima di provare il tuo capo: questo tipo di comportamento non ha senso e non si vede messo in pratica durante i periodi normali.

Per questo non dovrà essere realizzato nel periodo dei saldi.

In conclusione

I saldi possono consentirti di risparmiare molto e di aggiudicarti, finalmente, un oggetto che hai rimirato per tanto tempo nelle vetrine.

Tuttavia, per non avere delle brutte esperienze cerca sempre di essere accorto e di non farti prendere dalla foga del momento.

 

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Novità in arrivo per i bonus alle famiglie

La politica di sussidio alle famiglie è stata riconfermata con il rinnovo dei bonus asilo nido e altre forme di supporto presso la propria abitazione.

La legge n.232/2016  aveva disposto che per i figli nati dal 1 gennaio 2016 spettava un contributo di massimo 1000 euro per il pagamento di rette per asili nido pubblici e privati e di forme assistenziali domiciliari, in favore di bambini di meno di tre anni affetti da patologie croniche gravi.

La legge n.145 del 2018 ha elevato l’importo del buono a € 1500 su base annua per ciascuno degli anni 2019,2020,2021.

Chi può fare richiesta?

La domanda può essere presentata del genitore di un minore nato o adottato dal 1 gennaio 2016 in possesso dei seguenti requisiti :

  • Cittadinanza italiana;
  • Cittadinanza EU;
  • Permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo;
  • Carta di soggiorno per i familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea;
  • Carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi cittadinanza dell’Unione Europea;
  • Status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • Residenza in Italia;
  • Per Il BONUS ASILO NIDO il richiedente deve essere il genitore che sostiene la spesa della retta;

Tali requisiti devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda.

Come viene erogato?

Il limite di spesa previsto dalla legge è di 300 milioni di euro e viene erogato secondo la presentazione della domanda online.

Superato il tetto di spesa le domande non verranno prese in considerazione dall’INPS.

Il bonus asilo nido viene erogato con cadenza mensile  di 136,37 euro per 11 mensilità direttamente al genitore che ha sostenuto il pagamento della retta mensile pagata e documentata, con bonifico domiciliato, con accredito su conto corrente bancario o postale, o carta prepagata con IBAN.

Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione fiscale per frequenza asili nidi.

Il Bonus per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’INPS a seguito di domanda presentata dal genitore con allegata documentazione medica del pediatra. Il bonus di euro 1500 è erogato un un ‘unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Decadenze

Il genitore deve confermare ogni mese la presenza dei requisiti in assenza degli stessi il bonus non viene più erogato.

La domanda per accedere ai bonus deve essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre 2019 online attraverso il portale INPS

In alternativa tramite :

  • Contact Center al numero 803164 ( gratuito da rete fissa)
  • Enti patronati ed intermediari dell’istituto.
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MESE DI LUGLIO: DATE IMPORTANTI PER I CONSUMATORI

Mese di luglio: le date importanti per i consumatori

Il mese di luglio è appena iniziato, ed è pieno di date e scadenze che i consumatori dovranno tenere a mente per non incorrere in problemi e sanzioni.

Ecco quelle che sono le date più importanti che non dovrai dimenticarti e che possono rientrare, o meno, nella tua posizione contributiva o fiscale.

Le nuove tariffe

A partire dal 1° luglio, e fino al 30 settembre, è prevista l’entrata in vigore di quelle che sono le nuove tariffe relative alla luce e al gas.

In particolare, queste tariffe si riferiscono ai clienti che appartengano al mercato tutelato, e vedono l’applicazione delle disposizioni che sono state previste dall’Autorità di Regolazione per Energia reti e Ambiente.

Gli assegni familiari

Sempre a partire dal 1° luglio sarà possibile presentare le domande per poter percepire gli assegni familiari.

In questo caso si fa riferimento agli assegni familiari che avranno validità per il periodo che andrà dal luglio 2019 fino al 30 giugno del 2020.

Il canone Rai

Un’altra scadenza che dovrai tenere a mente sarà quella per la presentazione delle domande relative al canone Rai.

In particolare, dal 1° luglio 2019, fino al 31 gennaio del 2020, potrai presentare la domanda per ottenere l’esenzione dal pagamento del canone televisivo, nel caso in cui tu non abbia effettivamente un apparecchio atto a consentirti la visione dei canali televisivi.

Acconti e saldi per le imposte

Il 1° luglio è stato l’ultimo giorno per poter effettuare il versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti che facciano il 730 senza il sostituto d’imposta, oppure utilizzando il modello Redditi.

Dopo questa data è possibile effettuare i pagamenti con una maggiorazione, e sarebbe il caso di richiedere chiarimenti ad un CAF oppure al proprio commercialista di fiducia per evitare errori.

La data, invece, ultima per poter presentare il così detto 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate tramite l’uso dell’applicazione web sarà il 23 luglio, una data, quindi, da tenere ulteriormente a mente per evitare errori e sanzioni.

Infine, il 31 luglio sarà l’ultimo giorno utile previsto per il versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti che abbiano compilato il 730 senza sostituto di imposta o con modello Redditi.

In questo caso, si avrà solo una minima maggiorazione, pari allo 0,40% a titolo di interesse rispetto alla cifra originaria.

Viaggiare in aereo

Forse stai ancora programmando le tue vacanze, e ti piacerebbe partire dall’aeroporto di Milano Linate.

Per questo dovresti sapere che sono previsti dei lavori che determineranno la chiusura dell’aeroporto di Linate fino al 27 ottobre del 2019.

In particolare, la causa della chiusura riguarda la necessità di mettere in pratica delle operazioni per il rifacimento della pista.

Questa è sempre stata considerata di piccole dimensioni, ed è per questo che in tre mesi sarà necessario effettuare tali lavori, che potranno causare, ovviamente, dei disagi.

Infatti, si stima che dovranno essere spostati in altri aeroporti più di 30 mila voli in totale, che corrisponderanno ai viaggi di ben due milioni di persone.

A seguito di questi interventi, Trenord ha indicato come sia necessario potenziare in modo notevole i collegamenti rispetto all’aeroporto di Malpensa.

Per le compagnie aeree che si servono in modo abituale di Linate non sembra ci potranno essere disagi enormi.

Ad esempio, EasyJet e Air Italy hanno specificato come i collegamenti che vedevano l’utilizzo di Linate verranno spostati al Terminal 2 di Malpensa.

Invece, potranno essere previste delle cancellazioni per Alitalia, che arriverà, solo nel periodo previsto, a perdere una quota di mercato pari al 66%. Questo soprattutto per l’interruzione del collegamento Fiumicino-Linate molto utilizzato.

 

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Auto noleggiate, come contestare i danni non fatti

Le auto noleggiate nei luoghi di villeggiatura sono uno degli elementi che destano più preoccupazione ai viaggiatori.

Infatti, noleggiare un’auto significa anche dover pagare per eventuali danni, i quali possono essere contestati, nella maggior parte dei casi, direttamente alla riconsegna dell’auto ma, in altre situazioni, potresti ritrovarti a pagare con la tua carta di credito dei danni che non ti erano mai stati contestati.

Vediamo, quindi, come proteggerti da questo problema, e come evitare, quindi, di essere essenzialmente raggirato da chi ti abbia noleggiato l’auto nel tuo luogo di vacanza.

Come comportarti alla consegna

Le auto noleggiate vengono consegnate al cliente, ed è già in questo momento che dovrai porre una particolare attenzione alla tua auto noleggiata.

Inizia ad analizzare con cura il veicolo, per capire se questo abbia dei danni già evidenti.

Controlla tutto, internamente ed esternamente, e fai riportare all’interno del documento tutti i danni già presenti. Il documento sarà quello che dovrai firmare nel momento in cui ti verrà rilasciata l’auto.

Spesso alcuni particolari possono sfuggire, come accade, ad esempio, per l’esistenza della ruota di scorta, e di altre strumentazioni presenti a bordo.

L’autoradio funziona? Gli alzacristalli elettrici sono del tutto funzionanti? Tutti questi elementi potrebbero costituire una successiva contestazione, ed è per questo che le eventuali anomalie dovranno essere indicate subito, in modo da poter arrivare a chiedere un eventuale altro veicolo, che sia meglio accessoriato e che sia in migliori condizioni.

Come comportarti alla riconsegna delle auto noleggiate

Il secondo momento che richiederà la massima cura e attenzione sarà quello della riconsegna delle auto noleggiate.

Sarà qui, infatti, che avverrà la seconda ispezione sia da parte tua sia dell’addetto della società di noleggio.

In questo momento fondamentale dovrai pretendere un’ispezione del tuo veicolo che sia effettuata in modo preciso e che ti veda, ovviamente, presente.

Cerca di controllare che tutto sia a posto, e nel momento in cui ti verrà consegnato il secondo documento, quello relativo al verbale di riconsegna, controlla che tutto sia stato inserito in modo corretto.

Fatti sempre consegnare una copia di questo documento, perché grazie ad esso avrai la possibilità di contestare un eventuale addebito che non sia corrispondente a verità.

Non consegnare mai le chiavi alla fine del tuo noleggio senza aver effettuato tutti questi fondamentali passaggi e senza esserti sincerato delle reali condizioni dell’auto.

Come comportarti per gli addebiti irregolari

Nonostante il tuo comportamento prudente, la società di noleggio potrebbe comunque tentare di addebitarti degli importi ulteriori e non corretti.

Innanzitutto, se ciò dovesse accadere, contatta immediatamente la società di noleggio richiedendo un risarcimento rispetto a ciò che sia stato a te addebitato in modo non corretto.

Nel caso in cui l’addebito venga effettuato senza dirti nulla, potrai anche ricorrere alle vie legali, richiedendo non solo la restituzione della somma, ma anche il risarcimento dei danni che saranno da te stati subiti.

Agisci anche contattando la tua banca: indica che la società ti sta prelevando dei soldi a livello indebito, e richiedi subito che la transazione venga bloccata, così da evitare perlomeno che la società si possa appropriare subito del tuo denaro.

Nella maggior parte dei casi, le società di noleggio che si vedano notificare una diffida a livello legale, cercheranno di evitare una causa vera e propria e cederanno, restituendoti quanto dovuto.

Infatti, se avrai rispettato tutti i passaggi che ti abbiamo indicato, e se avrai con te le documentazioni che sono necessarie al fine di dimostrare il tuo comportamento virtuoso, non avrai nulla da temere e avrai in mano tutti gli strumenti sufficienti per poterti difendere da pretese di questo tipo.

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