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MESE DI LUGLIO: DATE IMPORTANTI PER I CONSUMATORI

Mese di luglio: le date importanti per i consumatori

Il mese di luglio è appena iniziato, ed è pieno di date e scadenze che i consumatori dovranno tenere a mente per non incorrere in problemi e sanzioni.

Ecco quelle che sono le date più importanti che non dovrai dimenticarti e che possono rientrare, o meno, nella tua posizione contributiva o fiscale.

Le nuove tariffe

A partire dal 1° luglio, e fino al 30 settembre, è prevista l’entrata in vigore di quelle che sono le nuove tariffe relative alla luce e al gas.

In particolare, queste tariffe si riferiscono ai clienti che appartengano al mercato tutelato, e vedono l’applicazione delle disposizioni che sono state previste dall’Autorità di Regolazione per Energia reti e Ambiente.

Gli assegni familiari

Sempre a partire dal 1° luglio sarà possibile presentare le domande per poter percepire gli assegni familiari.

In questo caso si fa riferimento agli assegni familiari che avranno validità per il periodo che andrà dal luglio 2019 fino al 30 giugno del 2020.

Il canone Rai

Un’altra scadenza che dovrai tenere a mente sarà quella per la presentazione delle domande relative al canone Rai.

In particolare, dal 1° luglio 2019, fino al 31 gennaio del 2020, potrai presentare la domanda per ottenere l’esenzione dal pagamento del canone televisivo, nel caso in cui tu non abbia effettivamente un apparecchio atto a consentirti la visione dei canali televisivi.

Acconti e saldi per le imposte

Il 1° luglio è stato l’ultimo giorno per poter effettuare il versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti che facciano il 730 senza il sostituto d’imposta, oppure utilizzando il modello Redditi.

Dopo questa data è possibile effettuare i pagamenti con una maggiorazione, e sarebbe il caso di richiedere chiarimenti ad un CAF oppure al proprio commercialista di fiducia per evitare errori.

La data, invece, ultima per poter presentare il così detto 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate tramite l’uso dell’applicazione web sarà il 23 luglio, una data, quindi, da tenere ulteriormente a mente per evitare errori e sanzioni.

Infine, il 31 luglio sarà l’ultimo giorno utile previsto per il versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti che abbiano compilato il 730 senza sostituto di imposta o con modello Redditi.

In questo caso, si avrà solo una minima maggiorazione, pari allo 0,40% a titolo di interesse rispetto alla cifra originaria.

Viaggiare in aereo

Forse stai ancora programmando le tue vacanze, e ti piacerebbe partire dall’aeroporto di Milano Linate.

Per questo dovresti sapere che sono previsti dei lavori che determineranno la chiusura dell’aeroporto di Linate fino al 27 ottobre del 2019.

In particolare, la causa della chiusura riguarda la necessità di mettere in pratica delle operazioni per il rifacimento della pista.

Questa è sempre stata considerata di piccole dimensioni, ed è per questo che in tre mesi sarà necessario effettuare tali lavori, che potranno causare, ovviamente, dei disagi.

Infatti, si stima che dovranno essere spostati in altri aeroporti più di 30 mila voli in totale, che corrisponderanno ai viaggi di ben due milioni di persone.

A seguito di questi interventi, Trenord ha indicato come sia necessario potenziare in modo notevole i collegamenti rispetto all’aeroporto di Malpensa.

Per le compagnie aeree che si servono in modo abituale di Linate non sembra ci potranno essere disagi enormi.

Ad esempio, EasyJet e Air Italy hanno specificato come i collegamenti che vedevano l’utilizzo di Linate verranno spostati al Terminal 2 di Malpensa.

Invece, potranno essere previste delle cancellazioni per Alitalia, che arriverà, solo nel periodo previsto, a perdere una quota di mercato pari al 66%. Questo soprattutto per l’interruzione del collegamento Fiumicino-Linate molto utilizzato.

 

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Auto noleggiate, come contestare i danni non fatti

Le auto noleggiate nei luoghi di villeggiatura sono uno degli elementi che destano più preoccupazione ai viaggiatori.

Infatti, noleggiare un’auto significa anche dover pagare per eventuali danni, i quali possono essere contestati, nella maggior parte dei casi, direttamente alla riconsegna dell’auto ma, in altre situazioni, potresti ritrovarti a pagare con la tua carta di credito dei danni che non ti erano mai stati contestati.

Vediamo, quindi, come proteggerti da questo problema, e come evitare, quindi, di essere essenzialmente raggirato da chi ti abbia noleggiato l’auto nel tuo luogo di vacanza.

Come comportarti alla consegna

Le auto noleggiate vengono consegnate al cliente, ed è già in questo momento che dovrai porre una particolare attenzione alla tua auto noleggiata.

Inizia ad analizzare con cura il veicolo, per capire se questo abbia dei danni già evidenti.

Controlla tutto, internamente ed esternamente, e fai riportare all’interno del documento tutti i danni già presenti. Il documento sarà quello che dovrai firmare nel momento in cui ti verrà rilasciata l’auto.

Spesso alcuni particolari possono sfuggire, come accade, ad esempio, per l’esistenza della ruota di scorta, e di altre strumentazioni presenti a bordo.

L’autoradio funziona? Gli alzacristalli elettrici sono del tutto funzionanti? Tutti questi elementi potrebbero costituire una successiva contestazione, ed è per questo che le eventuali anomalie dovranno essere indicate subito, in modo da poter arrivare a chiedere un eventuale altro veicolo, che sia meglio accessoriato e che sia in migliori condizioni.

Come comportarti alla riconsegna delle auto noleggiate

Il secondo momento che richiederà la massima cura e attenzione sarà quello della riconsegna delle auto noleggiate.

Sarà qui, infatti, che avverrà la seconda ispezione sia da parte tua sia dell’addetto della società di noleggio.

In questo momento fondamentale dovrai pretendere un’ispezione del tuo veicolo che sia effettuata in modo preciso e che ti veda, ovviamente, presente.

Cerca di controllare che tutto sia a posto, e nel momento in cui ti verrà consegnato il secondo documento, quello relativo al verbale di riconsegna, controlla che tutto sia stato inserito in modo corretto.

Fatti sempre consegnare una copia di questo documento, perché grazie ad esso avrai la possibilità di contestare un eventuale addebito che non sia corrispondente a verità.

Non consegnare mai le chiavi alla fine del tuo noleggio senza aver effettuato tutti questi fondamentali passaggi e senza esserti sincerato delle reali condizioni dell’auto.

Come comportarti per gli addebiti irregolari

Nonostante il tuo comportamento prudente, la società di noleggio potrebbe comunque tentare di addebitarti degli importi ulteriori e non corretti.

Innanzitutto, se ciò dovesse accadere, contatta immediatamente la società di noleggio richiedendo un risarcimento rispetto a ciò che sia stato a te addebitato in modo non corretto.

Nel caso in cui l’addebito venga effettuato senza dirti nulla, potrai anche ricorrere alle vie legali, richiedendo non solo la restituzione della somma, ma anche il risarcimento dei danni che saranno da te stati subiti.

Agisci anche contattando la tua banca: indica che la società ti sta prelevando dei soldi a livello indebito, e richiedi subito che la transazione venga bloccata, così da evitare perlomeno che la società si possa appropriare subito del tuo denaro.

Nella maggior parte dei casi, le società di noleggio che si vedano notificare una diffida a livello legale, cercheranno di evitare una causa vera e propria e cederanno, restituendoti quanto dovuto.

Infatti, se avrai rispettato tutti i passaggi che ti abbiamo indicato, e se avrai con te le documentazioni che sono necessarie al fine di dimostrare il tuo comportamento virtuoso, non avrai nulla da temere e avrai in mano tutti gli strumenti sufficienti per poterti difendere da pretese di questo tipo.

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Rincari estivi, quali saranno i settori e i beni coinvolti

Sembra che per i consumatori non ci sia mai fine, e che i rincari estivi potranno essere il vero e proprio “tormentone” dei mesi caldi in Italia.

Si annunciano, infatti, diversi aumenti che andranno a colpire settori anche molto importanti per le famiglie nostrane, dall’elettricità, alla telefonia, fino ad arrivare ai trasporti di diverse tipologie.

Per capire meglio che cosa sta già accadendo nel nostro Paese in relazione agli aumenti delle tariffe, ecco un approfondimento che riguarda, caso per caso, le diverse categorie che saranno prese in considerazione.

Rincari estivi, l’allarme del Codacons

In particolare, in merito ai rincari estivi è intervenuto il Codacons, che ha lanciato un vero e proprio allarme.

Il problema degli aumenti estivi potrebbe riguardare tutti, e potrebbe protrarsi per tutto il mese di luglio, con rincari a ripetizione.

Così, il comunicato del Codacons ha avvisato i consumatori, indicando come “Dal 1° luglio scatteranno gli aumenti delle tariffe per la luce, che verranno rincarate dell’1.9% a causa di una decisione dell’Arera”.

Questo aumento, che potrebbe sembrare di poco conto, interviene non solo in un momento nel quale le famiglia pensavano, grazie alle riduzioni di aprile, di poter tirare un po’ il fiato, ma anche in un periodo nel quale tanti utilizzeranno l’elettricità per la climatizzazione di case e luoghi di lavoro.

Quindi, l’impatto di questi rincari potrebbe essere davvero rilevante per moltissimi, tuttavia, gli aumenti non si fermeranno qui.

Rincari estivi, gli aumenti per le tariffe telefoniche

I rincari estivi non riguarderanno solamente l’elettricità, ma si riferiranno anche ad altri servizi, come quelli telefonici.

Alcuni aumenti sono già in parte intervenuti nel mese di giugno, e proseguiranno anche per il mese di luglio.

In particolare, molte compagnie hanno annunciato che durante il mese di luglio si potranno verificare delle rimodulazioni delle tariffe e dei piani tariffari in generale, non solo per la telefonia mobile, ma anche per quella fissa.

Si stima che gli aumenti che potranno riguardare la telefonia potranno raggiungere anche i tre euro al mese per ogni cliente o contratto.

Anche questo in un periodo nel quale tante persone utilizzeranno il telefono non solo a casa, ma anche all’estero, per la concomitanza con le vacanze.

Rincari estivi, l’aumento per i trasporti

Infine, i rincari estivi andranno a colpire un settore molto utilizzato durante questo periodo connotato dagli spostamenti e dai viaggi.

Infatti, gli aumenti si riferiranno anche ai treni, agli aerei e ai traghetti. Si potranno verificare anche aumenti riferiti alle così dette tasse di soggiorno per molte città.

Per prendere un esempio si può considerare la città di Milano, nella quale dal prossimo 15 luglio il costo per i biglietti del bus passerà da 1,5 a 2 euro, un rincaro notevole se si pensa alla possibilità, con 10 euro, di comprare, prima, quasi 7 biglietti, ed ora di acquistarne solamente cinque.

Rincari estivi, una notizia in controtendenza

Si sa che i rincari estivi spesso colpiscono proprio servizi che vengono utilizzati di più durante questo periodo.

Tuttavia, esiste una buona notizia per coloro che dovranno spostarsi per forza in auto, sia per viaggi di lavoro sia per raggiungere le mete delle tanto agognate vacanze.

Infatti, Autostrade per l’Italia ha indicato come sia stato stabilito un blocco per i pedaggi delle autostrade di tutto il Paese fino al prossimo 15 settembre, quando potrebbero intervenire nuovi aumenti per i pedaggi in diverse zone del Paese.

Quindi, nonostante le cattive notizie relative ai moltissimi rincari estivi per tanti servizi, soprattutto servizi fondamentali, alcune famiglie potranno spostarsi utilizzando le auto senza dover spendere di più rispetto all’estate del 2018.

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Bagagli smarriti, quali i diritti del passeggero?

Ti sei ritrovato in aeroporto senza i tuoi bagagli, ed hai atteso invano al nastro trasportatore che questi arrivassero?

Sappi che per i bagagli smarriti hai la possibilità di intervenire e di richiedere sia la loro restituzione sia un rimborso per il loro valore.

Vediamo insieme quali sono i diritti dei passeggeri nel momento in cui si ritrovino ad avere dei bagagli smarriti.

Bagagli smarriti, che cosa dice la legge

I bagagli smarriti sono uno dei “tormentoni” estivi che molti devono affrontare.

Questo perché viaggiare in aereo, soprattutto se con alcuni scali, può essere rischioso da questo punto di vista.

Proprio per tale motivo esistono delle leggi che consentono di regolare il problema dei bagagli smarriti.

Il nostro Paese si è occupato di ratificare quella che viene chiamata Convenzione di Montreal, all’interno della quale si stabiliscono tutte le regole e le limitazioni per la responsabilità dedicate alle compagnie aeree, anche per i bagagli smarriti.

Nelle disposizioni si trovano le indicazioni in merito al valore di tali risarcimenti, che vengono espressi nella misura dei diritti speciali di prelievo, unità convenzionali che sono state definite dal Fondo Monetario Internazionale.

In ogni caso, tali diritti speciali di prelievo sono tranquillamente convertibili in euro.

Quindi, a livello legislativo, la Convenzione prevede che per la distruzione, la perdita o il deterioramento dei bagagli stessi per passeggero si debbano corrispondere 1000 diritti speciali di prelievo, tranne nel caso in cui il soggetto abbia dichiarato di voler ottenere indietro, presso la sua destinazione finale, il bagaglio che sia stato smarrito.

Quindi, nel caso in cui il tuo bagaglio non si trovi più, sia stato severamente danneggiato o smarrito, avrai diritto a circa 1000 euro, tranne nel caso in cui tu abbia indicato la volontà di ottenere, qualora la tua valigia venga ritrovata, indietro il bagaglio stesso.

I 1000 euro spetteranno per ogni passeggero, a prescindere dal numero di bagagli che siano andati perduti.

A questi si potranno aggiungere gli euro relativi ai bagagli che tu abbia deciso di assicurare, soprattutto nel caso in cui tu abbia sottoscritto la classica assicurazione che viene offerta insieme al biglietto aereo.

Vengono esclusi dal risarcimento i casi in cui non sia dimostrabile l’effettiva responsabilità della compagnia aerea per il danno oppure il furto del bagaglio o del suo contenuto.

Come richiedere il risarcimento per i bagagli smarriti

A questo punto potresti chiederti come ottenere il risarcimento per i bagagli smarriti a livello concreto.

Per capire se il tuo bagaglio possa esserti ancora recapitato, dovrai attendere 21 giorni dal momento in cui il tuo viaggio si sia concluso.

A questo punto avrai la possibilità di presentare un reclamo alla compagnia aerea.

Questo dovrà essere realizzato in forma scritta e dovrà essere recapitato alla compagnia tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Alla tua raccomandata, nella quale descriverai la situazione, dovrai allegare anche i seguenti documenti:

  • Una copia del tuo PIR
  • L’etichetta del tuo bagaglio smarrito
  • La carta d’imbarco relativa al viaggio, o ai viaggi, che abbiano coinvolto il tuo bagaglio
  • Un preventivo relativo al valore del bagaglio che sia stato smarrito

Su quest’ultimo punto bisogna fare una precisazione. Spesso si richiedono gli scontrini, soprattutto per danni che possano aver riguardato dispositivi elettronici oppure oggetti di valore.

Negli altri casi potrai in generale indicare quello che pensi potrebbe essere il valore della merce che si trovava in valigia al momento del tuo volo.

Bagagli danneggiati

Un caso a parte è costituito dal bagaglio danneggiato. In questo caso, avrai 7 giorni a partire dal ricevimento del tuo bagaglio per poter fare richiesta di rimborso alla compagnia aerea, ovviamente solo se il danneggiamento sia avvenuto sull’aereo o nel trasporto.

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Aereo in ritardo, come ottenere il rimborso

Un aereo in ritardo può darti il diritto ad ottenere il rimborso di quanto hai pagato per il biglietto?

Teoricamente sì, e secondo il Regolamento Europeo 261 del 2004 si ha diritto ad un rimborso che potrebbe arrivare fino a 600 euro.

Ecco quali regole bisogna rispettare per un volo in ritardo e per ottenere un rimborso.

Volo in ritardo, che cosa fare

Come prima cosa, dovresti sapere come comportarti nel caso in cui il tuo volo sia in ritardo.

Entro le due ore di ritardo dovresti cercare di mantenere la calma, di non aggredire nessuno e di ottenere, al massimo, delle informazioni che siano aggiornate in merito al tuo volo in ritardo.

Nel momento in cui, invece, il tuo volo dovesse  superare le due ore di ritardo potresti tranquillamente richiedere l’applicazione delle regole della così detta Carta dei Diritti del Passeggero.

In particolare, all’interno di questo documento si legge come il passeggero abbia diritto:

  • A pasti e bevande che siano offerti in proporzione e in relazione alla durata dell’attesa
  • Ad una sistemazione in albergo nel caso in cui il passeggero debba affrontare anche il pernottamento in attesa del proprio volo
  • Al trasferimento dall’aeroporto all’hotel e dall’hotel all’aeroporto
  • Ad un paio di chiamate telefoniche, oppure di messaggi via email
  • Ad un rimborso del biglietto, e anche al volo di ritorno al luogo di partenza, nel caso in cui il ritardo superi le cinque ore e il passeggero decida di non proseguire il viaggio

Come vedi, quindi, fin dall’inizio avrai diritto ad un trattamento particolare, e non dovrai preoccuparti per il fatto di essere lasciato a te stesso e di non poter ottenere assistenza.

Esistono, poi, casi particolari di assistenza dedicati ai bambini non accompagnatori e alle persone che abbiano una mobilità ridotta, come i disabili.

Il trattamento speciale viene riconosciuto nel caso in cui il ritardo abbia una delle seguenti caratteristiche:

  • Sia di più di due ore anche per tratte che arrivino al massimo a 1500 chilometri
  • Sia di più di tre ore per tutte le tratte che siano comunitarie e superino i 1500 chilometri, e anche per tutte le altre tratte che siano comprese tra i 1500 e i 3500 chilometri
  • Sia di più di quattro ore per le tratte che siano più lunghe di 3500 chilometri e che si trovino al di fuori dell’Unione Europea

Aereo in ritardo, come ottenere il risarcimento

Un punto sul quale molti si concentrano per un aereo in ritardo è anche costituito dalla possibilità di ottenere un risarcimento.

In particolare, la compagnia aerea sarà obbligata a corrispondere un risarcimento che sia proporzionato rispetto alla lunghezza della tratta aerea.

In particolare, il risarcimento sarà pari a:

  • 250 euro per tutte le tratte aeree inferiori oppure pari a 1500 chilometri
  • 400 euro per tutte le tratte all’interno dell’Unione Europea e che siano superiori a 1500 chilometri, e per tutte le altre tratte, comprese tra 1500 e 3500 chilometri
  • 600 euro per le tratte aeree che non rientrino nei primi due casi

esistono molti moduli per poter presentare la richiesta di risarcimento, e potrai anche richiederli nello stesso aeroporto.

Dovrai compilare il modulo e dovrai presentarlo, come prima cosa, alla compagnia aerea con la quale avresti dovuto volare in orario.

Sappi che la compagnia può rifiutarsi di pagare nel caso in cui il ritardo non sia dipendente dalla sua responsabilità, ad esempio per forte maltempo.

Nel caso in cui tu non riceva risposta, oppure non sia soddisfatto dalla stessa, potrai presentare lo stesso reclamo alle sedi dell’Enac dell’aeroporto nazionale presso il quale si è verificato il disservizio, tranne per i voli dell’Unione. In questi ultimi casi potrai presentare il reclamo agli organismi responsabili degli stati dell’Unione Europea.

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Ricarica Tim da 10 euro, solo 9 euro di credito?

La ricarica Tim da 10 euro è cambiata, ed ora sembra che chi decida di optare per questo taglio non otterrà 10 euro di nuovo credito, ma solo 9.

In molti si sono chiesti se questo tipo di pratica sia legittima, e anche per quale motivo sia stata applicata.

Facciamo chiarezza sulla nuova politica della Tim in merito alla ricarica da 10 euro e sulle possibilità che il cliente avrà.

La nuova ricarica Tim da 10 euro dal 26 maggio

Già a partire dal 26 maggio 2019 sono state introdotte le nuove ricariche Tim da 10 euro, con una variante rispetto al classico traffico ricaricabile.

Infatti, il taglio di ricarica da 10 euro Tim non darà diritto ad ottenere 10 euro di credito, ma solo 9 euro.

Fino a poco tempo fa, la Tim proponeva quella che veniva chiamata Ricarica+, una ricarica che consentiva, pagando uno o due euro in più, di partecipare a promozioni ed estrazioni di premi particolari.

Ora, invece, questa opzione vede l’aggiunta anche di una ulteriore variante per la ricarica Tim da 10 euro.

Essenzialmente, il cliente che si rechi nelle ricevitorie, e negli altri punti che siano autorizzati ad effettuare le ricariche, acquisterà con 10 euro 9 euro di ricarica e la possibilità di poter partecipare all’estrazione di premi e di bonus aggiuntivi.

Inoltre, potrà utilizzare, per un solo giorno, i giga illimitati per la propria connessione ad internet tramite cellulare.

La promozione si chiama Ricarica+ e Vinci 2019, e sta destando alcune perplessità.

Come funziona la nuova ricarica Tim

Essenzialmente, la nuova ricarica Tim funzionerà in questo modo: il cliente, dopo aver effettuato la ricarica, riceverà un’attivazione obbligatoria riferita a servizi a pagamento, per un importo che potrà andare da 1 a 2 euro, a seconda del taglio della ricarica.

Inoltre, potrà accedere in modo diretto al concorso a premi per l’estrazione di bonus e di altri elementi che potranno essere via via presentati dalla stessa Tim.

Come ti abbiamo anticipato, questa modalità di ricarica sarà applicabile non alle ricariche online, ma a quelle che verranno effettuate presso le ricevitorie, i bar e le tabaccherie, oltre a quelle che verranno realizzate all’interno dei negozi Tim.

Per questo motivo, un cliente potrà vedersi notificare dal proprio tabaccaio l’impossibilità di realizzare una ricarica standard da 10 euro.

Per andare ancora più nel dettaglio, questo nuovo sistema di ricarica si realizzerà in questo modo:

    • Per 5 euro di ricarica si otterranno 4 euro di credito e Minuti e Giga illimitati per 24 ore
    • Per 6 euro di ricarica si otterranno 5 euro di credito e 10 giga per 24 ore
    • Per 10 euro di ricarica si otterranno 9 euro di credito e minuti e giga illimitati per 24 ore
    • Per una ricarica da 17 euro si otterranno 15 euro di credito e 20 giga per 48 ore
    • Per una ricarica di 22 euro, si otterranno 20 euro di credito e 20 giga per 48 ore

Sembra che per il momento questo nuovo sistema di ricarica Tim sia legittimo. Questo perché non si applicherà alle ricariche online e agli abbonamenti, ma riguarderà solamente coloro che facciano una ricarica Tim alle ricevitorie e nei negozi Tim.

Quindi, effettuando una ricarica tramite la vostra applicazione Tim, oppure tramite il classico sito internet, sarà possibile usufruire in modo completo del credito che avrete pagato, senza partecipare alla promozione e al concorso.

Tuttavia, bisognerà attendere gli sviluppi futuri per capire se la pratica che è stata messa in atto da Tim sia davvero da considerarsi legittima oppure no anche per gli organismi di vigilanza.

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Fallimento Mercatone Uno, cosa possono fare i consumatori

Il fallimento di Mercatone Uno ha avuto impatti molto pesanti su più fronti, come quello lavorativo e quello legato ai consumatori che abbiano acquistato mobili e altri elementi d’arredo.

Infatti, l’azienda ha accumulato, nel termine degli ultimi nove mesi, ben novanta milioni di debiti, arrivando, quindi, a dover dichiarare fallimento (in particolare è stata la Shernon Holding ad essere dichiarata fallita dal Tribunale di Milano), e a chiudere ben 55 punti vendita presenti sul territorio nazionale.

I problemi certamente riguardano i 1800 dipendenti che non sanno ancora che cosa ne sarà del loro futuro, ma anche chi abbia acquistato una cucina, una camera da letto, o qualche elettrodomestico, poiché potrebbe non vedere più la merce per la quale aveva, magari, già versato acconti e fatto finanziamenti.

Il destino di Mercatone Uno

Le contrattazioni, che si stanno ancora svolgendo, dovrebbero andare verso una direzione garantista, sia verso i consumatori, sia per i lavoratori.

Infatti, si sta discutendo in merito alla possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, per passare, poi, a nuovi investitori allo scopo di consentire la piena ripresa delle attività.

La discussione riguarda anche le 500 aziende dell’indotto, nelle quali si contano più di diecimila dipendenti.

Beni acquistati ma mai ricevuti

Sono state, poi, tantissime le segnalazioni in merito ai beni acquistati ma mai ricevuti da Mercatone Uno.

Molte famiglie, infatti, si sono impegnate all’acquisto di mobili, elettrodomestici e complementi d’arredo, versando anticipi ed accendendo finanziamenti, ma non ricevendo nulla.

In alcuni casi si tratta di persone che avevano effettuato gli ordini in negozio, e che non hanno potuto ritirare la merce perché il punto vendita risultava chiuso.

In altre situazioni, invece, le famiglie hanno fatto direttamente ordini sul catalogo, magari presso le aziende collegate, e per assicurarsi la merce hanno anche acceso dei finanziamenti.

Si tratta, in molti casi, di anticipi che vanno dagli 800 ai 1200 euro, e di cifre restanti che possono tranquillamente arrivare a 6 mila euro.

Per questo i consumatori si chiedono come fare, che cosa accadrà ai loro beni e se i soldi versati, e quelli che sono stati “impegnati” per i finanziamenti, siano definitivamente persi.

Il problema dei finanziamenti

Un problema davvero grave è sicuramente quello dei finanziamenti.

Infatti, pur non ricevendo la merce, le famiglie temono di dover continuare a pagare i finanziamenti già accesi, arrivando a dover sborsare cifre altissime per mobili che, probabilmente, non arriveranno mai.

Si pensi a finanziamenti per 5-6 mila euro: come fare per evitare di continuare a pagare?

Le associazioni di consumatori si stanno mobilitando, e forse si prospetta una soluzione per chi si sia trovato ad affrontare questo problema.

Come agire per non perdere i soldi di Mercatone Uno

Il consiglio che è stato dato a moltissime famiglie che abbiano fatto acquisti, o acceso finanziamenti, con Mercatone Uno e le aziende collegate è quella di rivolgersi al giudice fallimentare per richiedere l’insinuazione al passivo.

Questa consentirà, essenzialmente, di essere riconosciuti quali creditori di Mercatone Uno, e quindi come soggetti che abbiano diritto ad un rimborso.

L’insinuazione dovrà essere fatta non oltre il 20 settembre del 2019 per essere valida a tutti gli effetti.

Inoltre, si sta lavorando allo scopo di consentire a chi abbia acceso un finanziamento di vedere riconosciuto il diritto a non pagare più le rate.

Insomma, la situazione non è rosea per i clienti di Mercatone Uno che abbiano già effettuato degli acquisti presso i diversi punti vendita, ma cercando di agire seguendo le indicazioni date dagli organi informativi sarà possibile assicurarsi almeno il riconoscimento ad un rimborso rispetto alle cifre che siano già state pagate in precedenza.

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Intervento dentale andato male, che cosa fare?

Il dentista è uno dei medici dai quali la maggior parte delle persone non vorrebbe mai doversi recare.

Questo un po’ per il fastidio legato al tipo di intervento, e un po’ anche per il costo che si dovrà affrontare per la visita e le cure alle quali ci si dovrà sottoporre.

Nel momento in cui ci si affidi ad un medico si spererà sempre che questo possa aiutarci, ma esistono casi nei quali gli interventi dentali possono essere andati diversamente rispetto a quanto sperato.

In queste situazioni ci si potrebbe chiedere quali tipi di tutele si possano invocare, e come proteggersi dall’eventuale incompetenza del dottore.

Ecco che cosa potrai fare per difenderti da questo problema, e per ottenere un risarcimento o un intervento risolutivo successivo.

Intervento dentale andato male, le soluzioni possibili

Come prima cosa, in relazione ad un intervento dentale andato male bisognerà distinguere tra le diverse casistiche.

Infatti, esistono interventi, come quelli legati all’implantologia, che possono essere rischiosi e per i quali il professionista tenderà sempre ad informare il paziente.

Le informazioni dovranno essere specifiche, e dovranno riguardare non solo i rischi della procedura, ma anche le eventuali alternative che il soggetto potrà avere per risolvere lo stesso problema.

Inoltre, i rischi e le problematiche dovranno essere chiariti, e spesso il dentista farà firmare il così detto consenso informato al paziente, in modo che questo sia in grado di leggere ciò che si potrà attendere dalla procedura prima della sua esecuzione e potrà anche decidere se sottoporsi ad un intervento di altro tipo.

Successivamente sarà necessario fare un ulteriore distinguo tra il professionista che abbia commesso un errore umano, e la totale incompetenza.

Il primo caso può capitare spesso, e in molti casi sarà lo stesso dentista si offrirà, ad esempio, di rimediare con un ulteriore intervento risolutivo, oppure con un risarcimento del prezzo pagato.

Tuttavia, si potranno verificare anche casi più gravi, nei quali il paziente sia stato sottoposto ad una procedura senza le dovute cautele, oppure il suo intervento sia stato davvero disastroso, talmente tanto da comportare dei danni.

Si può pensare ad un caso di un impianto che, ad esempio, non resista nel tempo e che dopo meno di un anno venga via.

In questi casi che cosa si potrà fare?

Sicuramente il paziente dovrà ricercare la sua parte di colpa, ad esempio per non aver seguito le indicazioni del medico sul post operatorio.

Ma nel caso in cui le responsabilità del dentista siano praticamente accertate, sarà possibile inviare ad un professionista una raccomandata di messa in mora, che potrà essere inviata sia attraverso la semplice raccomandata con ricevuta di ritorno, sia attraverso una mail via PEC.

Infatti, la PEC potrà sostituire egregiamente la classica raccomandata e consentirà di effettuare la comunicazione in modo tracciabile ma ad un costo inferiore.

All’interno della comunicazione sarà necessario indicare:

  • Ciò che sarà accaduto (intervento che abbia provocato un danno, intervento non risolutivo e così via)
  • La richiesta nei confronti del professionista (esecuzione di un nuovo intervento, oppure il risarcimento del danno)
  • Il termine entro il quale si richieda l’adempimento (in genere si richiede una risposta entro 15 giorni)
  • L’indicazione, in caso di inadempimento, della volontà di ricorrere alle vie legali

In generale questo tipo di richiesta si potrà fare, appunto, quando la problematica riscontrata sia da attribuirsi ad un comportamento del dentista, e nel caso in cui non siano trascorsi più di due anni dall’intervento che sia stato realizzato.

Infatti, si applicheranno, nella maggior parte dei casi, le normative che si riferiscono alla garanzia in merito ai beni e agli interventi che siano stati eseguiti.

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Email truffa Agenzia delle Entrate, che cosa fare per difendersi

Le email di truffa sono uno degli strumenti che i malviventi utilizzano da molto tempo, ed ora sembra essere stata diffusa anche un’email di truffa dell’Agenzia delle Entrate.

Sì, perché spesso chi vorrà truffare cercherà di raggirare le persone utilizzando indirizzi e simboli che possono sembrare appartenenti ad Enti e ad altri rappresentanti dello Stato, in modo da spaventare il destinatario.

Ora, è stata la stessa Agenzia ad avvisare i contribuenti in merito a quest’ultima truffa, per la quale i consumatori sono invitati a mantenere sempre alta la propria vigilanza.

Email truffa Agenzia delle Entrate, quale il contenuto e la forma

In particolare, l’Agenzia ha specificato come a molti consumatori sia giunta un’email nella quale si indicano diversi elementi.

Innanzitutto, il mittente sarebbe un utente che si è auto denominato “servizi finanziari”, proprio allo scopo di sembrare davvero autorevole.

Allo stesso modo, l’email inviterebbe il destinatario ad aprire un file presente in allegato, che sarebbe, nella realtà, un virus in grado di infettare qualsiasi tipo di dispositivo sul quale esso venga aperto.

L’Agenzia delle Entrate ha voluto andare ancora più a fondo della questione, ed ha diffuso una vera e propria nota ufficiale in merito all’email di truffa.

La nota è la seguente:

 “L’Agenzia informa che in questi giorni stanno circolando delle email con oggetto del tipo “Notifica in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx provenienti da un mittente denominato “Servizi finanziari”. I messaggi avvertono gli utenti di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata, recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in realtà un virus informatico che può infettare i computer degli utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su eventuali collegamenti web sospetti”

Email truffa Agenzia delle Entrate, il contenuto del messaggio

Quindi, il contenuto del messaggio di truffa sarebbe ben specifico.

Innanzitutto, si farebbe riferimento ad un debito presunto che il consumatore dovrebbe ancora saldare, e per rendere apparentemente più autorevole la comunicazione si indicherebbe anche il numero di atto nel quale si potrebbero trovare tutti i dettagli relativi al debito stesso.

Non solo. Per rendere ancora più inquietante la comunicazione, si indicherebbe la presenza di una lettera allegata, nella quale si specificherebbero i dettagli relativi al debito.

Inoltre, i mittenti inserirebbero quelli che sarebbero dei contatti dell’Agenzia delle Entrate, in modo da far sembrare l’email davvero genuina.

Email truffa Agenzia delle Entrate, che cosa accade in realtà

Abbiamo visto come l’email truffa Agenzia delle Entrate sia un vero e propri messaggio di raggiro, addirittura pericoloso.

Gli elementi per poter raggirare il consumatore ci sono tutti: i riferimenti al suo debito, l’indicazione di un presunto atto di riferimento, e anche l’invito ad aprire una lettera inviata in allegato.

Tuttavia, non solo il messaggio di per sé non è genuino, ma è addirittura pericoloso.

Infatti, nel momento in cui il consumatore aprirà la lettera presente in allegato, scaricherà un virus, e non un semplice documento.

Per questo motivo la stessa Agenzia delle Entrate ha invitato tutti coloro che ricevano questo messaggio a seguire i passi indicati qui:

  • Non aprire assolutamente il messaggio
  • Cestinarlo immediatamente
  • Fare una segnalazione all’Agenzia delle Entrate

Infatti, bisognerebbe sapere come l’Agenzia utilizzi altri canali per comunicare aggiornamenti e per fare richieste al contribuente.

Le email non sono questo tipo di canale, e non ci si può mai fidare di questi tipi di comunicazioni, che nasconderanno sempre qualcosa di non affidabile e di “losco”.

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Canone Rai ultra 75enni, le esenzioni e i rimborsi

Sapevi che per il canone Rai per gli ultra 75enni esistono delle regole particolari?

Infatti, è oggi possibile ottenere un’esenzione, e anche dei rimborsi, nel caso in cui si rispettino le regole previste delle disposizioni emanate dall’Agenzia delle Entrate.

Le regole sono in vigore da molti anni, ma tantissimi contribuenti non le conoscono e continuano, loro malgrado, a pagare il canone Rai.

Vediamo, quindi, come fare per ottenere i rimborsi e le esenzioni.

Canone Rai per ultra 75enni, chi può ottenere l’esenzione

Per poter ottenere l’esenzione dal Canone Rai sarà necessario rispondere ai requisiti seguenti:

  • Aver compiuto i 75 anni di età entro la scadenza del termine per il pagamento del canone. Ad esempio, per poter ottenere l’esenzione annuale sarà necessario aver compiuto 75 anni entro il 31 gennaio dell’anno per il quale si richieda l’esenzione
  • Aver un reddito proprio che, anche unito a quello del coniuge, non superi gli 8 mila euro annui. Non si considereranno i redditi che siano esenti dall’Irpef, come accade, ad esempio, per le pensioni di invalidità oppure quelle di guerra
  • Non ci sia convivenza con persone diverse dal coniuge e che abbiano un reddito proprio

Nel caso in cui si faccia riferimento ad un abbonamento che dovrebbe attivarsi durante l’anno di esenzione, sarà applicabile l’esenzione se il soggetto abbia già compiuto 75 anni.

Per ottenere questa esenzione sarà necessario compilare un modulo specifico che si può trovare direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Il modulo sarà semplicemente una dichiarazione di possesso dei requisiti indicati precedentemente.

Bisognerà inviare il modulo a:

AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio Torino 1 S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – 10121 – Torino

Allegando anche una copia del proprio documento di identità.

Sarà possibile, com’è stato già accennato, portare anche i documenti a mano, in questo caso in qualsiasi ufficio territoriale che corrisponda sempre all’Agenzia delle Entrate.

Il rimborso del canone Rai per gli ultra 75enni

Oltre alla possibilità di esenzione sarà possibile anche richiedere il rimborso del canone Rai.

In particolare, il rimborso riguarda sempre i soggetti che abbiano i requisiti specificati per l’esenzione, e che abbiano pagato i canoni in modo regolare a partire dal 2008.

Si rimborseranno i canoni per gli anni durante i quali risultino presenti i requisiti relativi sia all’età e al reddito.

Quindi, se un soggetto avesse già 75 anni nel 2016, eppure abbia continuato a pagare il canone, e avesse già un reddito non superiore a 8 mila euro annui, potrà richiedere il rimborso per tutti gli anni a partire dal 2016.

Per poter ottenere il rimborso sarà necessario compilare una domanda di rimborso, che si potrà sempre scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Anche in questo caso sarà possibile inviare i documenti tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure portarli a mano in un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Cessazione dei requisiti

Nel caso in cui cessino i requisiti, sarà necessario ricominciare a pagare il canone in modo regolare.

Ad esempio, il soggetto potrebbe risposarsi e convivere con un coniuge il cui reddito determini il superamento degli 8 mila euro annuali, oppure potrebbe vedere un aumento della propria pensione o del proprio reddito a livello generale.

In tali casi, si dovrà preparare una dichiarazione nella quale si indichi la cessazione dei requisiti, e si determinerà, quindi, nuovamente il pagamento del canone stesso.

Le sanzioni

Come accade per tutte le dichiarazioni con autocertificazione, si potrà andare incontro a sanzioni penali nel caso in cui si sia dichiarato il falso per poter ottenere l’esenzione o il rimborso.

Inoltre, per ogni abuso che sia relativo al diritto di esenzione si potrà comminare una sanzione amministrativa che potrà andare da 500 a 2 mila euro per ogni annualità.

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