Le cartelle esattoriali notificate dall’Agenzia dell’Entrate con pec non ufficiali sono da considerarsi : NULLE.

E’ quanto stabilito da diverse ordinanze delle Commissioni Tributarie in tutta Italia.

La questione era stata rilevata da un imprenditore della provincia di Assisi che si era ritrovato nella sua casella pec ben 71 cartelle esattoriali notificate dall’Agenzia delle Entrate con un indirizzo non presente nei pubblici registri.

Nel maggio 2022, la Commissione tributaria di Perugia ha deciso di annullare l’intero debito con lo Stato, dichiarando che le cartelle non sarebbero mai state notificate e di conseguenza l’imprenditore non ne sarebbe mai venuto a conoscenza.

La questione nasce dal fatto che le notifiche inoltrate non provengono dagli indirizzi ufficiali pec iniseriti in Inpa, Reginde,ed Inpec.

La legge n. 53 del 1994, nel disciplinare la materia, dispone che la notificazione in via telematica degli atti può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta certificata del notificante che compare negli elenchi pubblici.

Pertanto nel caso in cui l’atto dovesse arrivare da un’email non ufficiale, è da considerarsi inesistente.

Tanto è ribadito anche dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n.1734/2019, ha confermato la necessità anche per il mittente di aver inserito il proprio indirizzo pec negli elenchi pubblici.

In caso contrario la notifica è da considerare inesistente e quindi insanabile.

Conclusione

Da oggi vittoria assicurata contro le cartelle esattoriali notificate dall’Agenzia delle Entrate con pec non ufficiali anche per coloro che hanno giudizi pendenti.

Attenti quindi alla notifica e verificate sui registri ufficiali le pec delle Agenzie delle Entrate.